Categorie
Comunicazione di coppia

Come comunicare efficacemente nella coppia

Il nostro portale ha trattato molte volte il tema “Comunicazione di coppia” e propone molti articoli su questo argomento. La domanda è: “Quali possono essere alcuni consigli pratici per comunicare efficacemente nella coppia?

In tanti ne hanno parlato, ma chi meglio di due specialisti e coppia nella vita, possono spiegare come comunicare in modo più funzionale? Loro sono i coniugi Jhon e Julie Gottman! I Gottman negli anni, hanno realizzato un modello di ricerca e teorico molto utile e semplice.

Secondo questi due terapeuti, in una coppia che non comunica, prima di ogni cosa, bisogna eliminare quelli che definiscono “i quattro cavalieri dell’apocalisse”, ovvero: la critica, la difesa, il disprezzo e l’ostruzionismo. Proviamo quindi, attraverso i loro consigli, a capire come comunicare efficacemente con il partner. Vediamo innanzitutto quali atteggiamenti evitare per avere una buona comunicazione.

4 atteggiamenti da evitare per una buona comunicazione

  • Eliminare la critica. Per critica si intende l’atteggiamento di giudizio e di negatività che viene percepito dall’altro. Una migliore comunicazione potrebbe avvenire esprimendo un pensiero nel modo più neutrale possibile, partendo con un tono di voce basso. Circoscrivere la situazione al qui ed ora, senza far riferimento ad altri eventi passati. Gottman la definisce una “partenza gentile”, per fare in modo che l’altro accolga e comprenda senza sentirsi accusato o ferito.

In questo modo si evita di attivare un meccanismo a cascata, in cui il partner sentendosi attaccato, potrebbe mettere in scena il secondo cavaliere, ovvero la difesa (e il contrattacco).

  • Eliminare la difesa. I partner coinvolti in una comunicazione disfunzionale potrebbero rinfacciarsi eventi o situazioni accadute nel passato, potrebbero alzare il tono di voce, dicendosi frasi e parole offensive. In questo modo, si entrerebbe in un circolo vizioso dal quale sarebbe difficile uscire.

Chi fra voi ha visto il film “La Guerra dei Roses” ricorderà bene che i coniugi erano in una modalità conflittuale tale da ammazzarsi piuttosto che cedere alle richieste del partner.

Bisogna chiarire che non tutte le coppie utilizzano questi “cavalieri”, mettendo in scena litigate furenti. A volte può capitare che non si abbiano modalità comunicative così conflittuali e aperte, ma ciò non significa che non ci siano dei disagi latenti.

Ci sono coppie, ad esempio, che usano prevalentemente uno stile comunicativo più velato per svalutare e criticare l’altro e per schivare gli attacchi.

  • Eliminare il sarcasmo. Attraverso il cinismo, l’ironia tinta di sarcasmo, la battuta un po’ cattiva, un partner può svalutare l’altro, senza farlo in modo aperto, mascherandolo da scherzo. Questo però a lungo andare, non fa sentire stimato il partner ,trasmettendo nella comunicazione una mancanza di trasparenza. Il sarcasmo rompe la sintonia e la fiducia che è alla base di un rapporto di coppia.

E’ chiaro quindi che questo atteggiamento non permette di avviare un sano confronto, perché manca un contenuto esplicito e chiaro.

Pertanto provare a modificare il modo in cui si dicono le cose, parlando in maniera più chiara e trasparente, mettendosi in contatto con i propri sentimenti, può evitare di attivare il terzo ed il quarto cavaliere, ovvero l’ostruzionismo.

  • Evitare l’ostruzionismo perchè interrompe la comunicazione.Gli attacchi verbali del partner si interrompono perchè si arriva a saturazione, chiudendosi emotivamente e verbalmente. Il silenzio, in questo caso, non è portatore di significato, ma segno di chiusura totale nei confronti del partner e spesso viene utilizzato come punizione.

Pertanto, una volta capite le barriere e le dinamiche comunicative che si possono innescare, risulta più semplice rispondere alla seguente domanda.

Cosa si può fare per migliorare la comunicazione di coppia?

  • Essere chiari e trasparenti. Non lasciare spazio alla libera interpretazione, al dubbio, ai fraintendimenti, o al “tu lo sai già”. Esprimere in maniera precisa ciò che si prova e si sente, cercando di sintonizzare il linguaggio verbale a quello non verbale.
  • Porsi in un atteggiamento di ascolto attivo. Fare domande, essere empatico, ascoltare senza farsi travolgere dalla rabbia o dal dolore. Dare il tempo all’altro di parlare, senza controbattere o sovrapporsi.
  • Se si è arrabbiati, prendersi una pausa e riparlarne in un secondo momento. Quando si è in preda a emozioni negative molto forti si possono dire cose che non si pensano, usando affermazioni offensive. Prendersi una pausa permette di calmarsi e solo in un secondo momento è possibile esprimere il proprio stato d’animo.
  • Non proiettare, o vedere la situazione solamente dal proprio punto di vista. Per una buona comunicazione è più funzionale non proiettare aspettative e comportamenti che vorremmo vedere nel partner. Può essere più utile invece, mettersi nei panni dell’altro, cercando di vedere le cose anche dalla sua prospettiva.

Potete iniziare, con un semplice esercizio, provate a chiedervi:

Quali ambiti del rapporto vanno migliorate e come?


Potete interrogarvi a vicenda su:

Cosa si può fare reciprocamente per migliorare la comunicazione e per fare sentire l’altro supportato?

Tu cosa ne pensi? Cosa credi si possa fare a livello pratico per superare i problemi di comunicazione nella coppia?

Rispondi nei commenti.. Ti leggerò con piacere!

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo con i tuoi amici e amiche, sono certa che lo troveranno utile.

Aiutaci a far crescere la nostra Love Academy!

Categorie
Comunicazione di coppia

PRINCIPALI ERRORI COMUNICATIVI NELLE COPPIE

Quando si pensa agli errori comunicativi nelle coppie la prima cosa che viene in mente è il silenzio!

Si immaginano quelle scene da film in cui i coniugi, invitati a cena con dei conoscenti o amici, riempiono il silenzio con frasi di circostanza, o fingono di essere allegri per tutta la serata. Poi una volta a casa, impiegano un pò di tempo a discutere di cose quotidiane o di poco conto (gestione della giornata, suddivisione dei compiti..).

Successivamente cadono in un lungo e pesante silenzio, o si immergono ognuno nelle proprie attività per colmare il vuoto della loro relazione.

Tuttavia, se analizziamo nel profondo ciò che accade alle coppie che hanno difficoltà a comunicare si evidenziano alcuni “punti critici” che le caratterizzano, oltre il silenzio che è l’aspetto più evidente.

In uno dei libri più conosciuti e studiati di Watzlawick, “Pragmatica della comunicazione umana”, si spiega, attraverso 5 assiomi, l’importanza e l’influenza della comunicazione nelle relazioni e nei contesti.

Molto interessante è il terzo assioma. Esso afferma che ogni messaggio contiene un messaggio di contenuto (cosa comunico, ovvero la semplice informazione) e uno riguardante la relazione (come comunico, ovvero il tipo di interazione).

Proviamo a spiegarlo con un esempio pratico: una coppia che discute! In questo caso probabilmente ciò che è importante non è il contenuto ma l’aspetto relativo alla relazione. Cosa mi stai dicendo sui nostri ruoli nella coppia? che dinamiche si attivano tra noi? quanti e quali non detti ci sono?

Ovviamente questo avviene a livello inconscio e non sempre è chiaro, soprattutto se si è offuscati dalla rabbia e dal dolore. Dunque, è facile immaginare come si possa incappare in situazioni complesse che aumentano a dismisura il conflitto.

Quali sono alcuni errori comunicativi di una coppia?

Alcuni di questi errori sono:

  •  circoli comunicativi viziosi
  • escalation simmetriche
  • discussioni basate sul “botta e risposta”
  • “lettura” distorta del messaggio che invia il partner
  • silenzio come modalità di punizione

Alla base di queste dinamiche ci sono alcuni sono errori comunicativi nelle coppie, molto comuni tra i partner.

1. Se non parlo non comunico. Sbagliato! È impossibile non comunicare, così come espresso nel primo assioma di Watzlawick.

Il linguaggio non verbale è un potente mezzo comunicativo e lancia un messaggio molto più forte a volte di un urlo o di una lunga litigata.

Pensate a quante volte, pur dicendo di non essere arrabbiate/i, avete lanciato fulmini dai vostri occhi, avete serrato le labbra, incrociato le braccia o irrigidito la schiena.

Il partner capterà il vostro disagio, e probabilmente si arrabbierà ancora di più, così potrà non rispettare (e comprendere) i vostri tempi e silenzi. Oppure potrà reagire allo stesso modo, rispondendo alla vostra domanda “cos’hai?” con un provocatorio “Niente!”.

2. Se mi ami non amarmi. In letteratura per spiegare la potenza distruttiva dei messaggi incoerenti viene portato come esempio una mamma che dice al figlio “ti voglio bene”, a livello verbale, ma con un tono di voce arrabbiato o triste. Cosa comunica questa donna? Un messaggio ambivalente, perché contraddittorio sui due canali comunicativi (verbale e non), che genera ambiguità, sofferenza, confusione e insicurezza. Ci si chiederà a quale dei due messaggi si dovrà far riferimento, e agire di conseguenza. 

Esempi di doppi messaggi o messaggi paradossali nelle coppie possono essere: “Sii spontaneo”, “Amami”, “Ubbidisci”, “Dovresti rilassarti”, “Se non vuoi farlo, non sei obbligato”.

Sono situazioni nelle quali la persona si sente vincolata a compiere delle azioni, a vivere delle emozioni, altrimenti rischia la perdita dell’amore e della stima dell’altro. Ciò che la motiva ad agire, quindi, non è un sentimento spontaneo di interesse e piacere, piuttosto della paura di quello che potrebbe accadere se non lo facesse.

3. La butto a ridere..e finiamo “in caciara”! L’idea sottesa a chi usa l’ironia e il sarcasmo per criticare, per punzecchiare, per esprimere (in modo sotteso) il proprio disappunto è che sia un modo più leggero di comunicare, e meno offensivo. In realtà è una modalità inadeguata perché non permette al partner di mettersi in discussione, di prendere consapevolezza di ciò che all’altro può dar fastidio. Non si può avere un confronto chiaro e sano.

Può accadere che il partner risponda alla battuta con un’altra battuta, aumentando i livelli di disprezzo celato dietro la battuta e facendo perdere la stima reciproca. Se diventa una modalità perenne di comunicazione può creare forti crisi.

4. Cadere nella trappola del “Sempre” e “Mai”.  Quante volte durante un litigio, avete pronunciato queste due parole per riferirvi al comportamento del/la vostro/a partner? 

Queste due parole non dovrebbero essere utilizzate, perché inesistenti nelle relazioni (e aggiungerei deleterie), perché sono totalizzazioni; cioè tendono a farci credere che una cosa che è accaduta solo un paio di volte è accaduta sempre o, per contro, un atteggiamento mai avuto non sarà mai messo in atto. 

La parte diventa il tutto, un tratto diventa uno status, una condizione temporanea diventa perenneUna carenza o una dimenticanza in una situazione diventa pervasiva.

Questa tendenza è correlata alla creazione di pregiudizi ed etichette nei confronti del partner, che farà molta fatica ad eliminare.

Così se una persona ha fatto tardi ad un appuntamento o si è dimenticata una ricorrenza importante sarà velocemente etichettata come “il solito ritardatario”, o “non ti interessi mai di nulla all’infuori che di te”.

Questi errori comunicativi nelle coppie possono nel tempo lacerare il rapporto, e intaccare l’amore che unisce i partner. Perciò è un aspetto da monitorare (e migliorare) costantemente.

E tu cosa ne pensi? Cosa credi si possa fare a livello pratico per superare i problemi di comunicazione nella coppia? Rispondi nei commenti.. Ti leggo con piacere!

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo con i tuoi amici e amiche, sono certa che lo troveranno utile.

Aiutaci a far crescere la nostra Love Academy!

Categorie
Dipendenza Affettiva Narcisismo

Come riconoscere i giochi del non amore

I giochi del non amore sono delle strategie relazionali nelle quali i partner sono molto coinvolti e fanno molta fatica a svincolarsene.

Quale tipo di persona mette in atto questo gioco perverso, e per nulla divertente?

  • Una persona narcisista, manipolatoria, che apparentemente non esprime emozioni, che appare sicura di sé e tiene in scacco l’altro; oppure..
  • Una persona dipendente a livello affettivo ed incapace a svincolarsi da situazioni dolorose. Le persone che instaurano un legame tossico nel ruolo sia di vittima che di carnefice sono persone accomunate dall’estremo bisogno di essere amati, sostenuti, confermati e desiderati.

In entrambi i casi, anche se in modo diverso, questi uomini e donne, ricercano intensamente per “stare al mondo” e star bene, amore a 360
gradi dal partner.
Per parlare del vuoto legato a questo bisogno che si genera nell’infanzia e si trascina nell’età adulta, si usa il termine “ferita narcisistica”. Il bambino non riceve ciò che si aspetta: attenzione, rispecchiamento emotivo, contenimento, calore. E nel tempo ciò genera disistima, chiusura, perché si sperimenta distanza e dolore.
E così in alcuni casi, come nel narcisista, si sposta il focus su altro (lavoro, sport, studio..) in cui eccellere e dimostrare che si è degni di amore (in primis a se stessi e poi all’immagine interna dei propri cari).

In altri casi come nelle persone vittime di narcisisti o dipendenti, si spende la maggior parte del proprio tempo ed energie in azioni volte ad elemosinare l’amore tanto cercato.

È importante sottolineare che non sempre la ferita si crea in seguito ad esperienze traumatiche o di reale abbandono. Il vissuto soggettivo prevale sulla realtà e può slatentizzare aspetti di personalità più deboli o fragili.
Ad ogni modo, ciò che accade è che spesso la persona non amata da adulta cercherà di riprodurre e rimettere in atto lo stesso “copione relazionale” di quando era piccola.

Perché procedere così sebbene sia fallimentare e doloroso?

Da un lato perché è l’unica modalità di ricevere e dare affetto che si conosce. Dall’ altro, perché si attiva in maniera automatica e spesso inconsapevole.

Cosa fare per rompere il circolo vizioso?

Il primo passo a livello terapeutico è riconoscere il proprio programma disfunzionale. L’obiettivo è sviluppare la consapevolezza del malessere e della sofferenza generata da alcune modalità relazionali cronicizzate nel tempo.

Successivamente, occorrerà modificare l’approccio relazionale e soprattutto la gestione delle emozioni. Lo scopo sotteso è riparare quell’antica ferita del passato, imparando ad avere relazioni autentiche e
sane.
Peter Shellenbaum definisce le modalità con cui si innescano relazioni disfunzionali “giochi del non amore”.
A volte si diventa molto abili nell’attuare sempre lo stesso “Modus operandi”, come una firma, un modo di essere sempre uguale. Altre volte si combinano varie modalità, adattandole a chi si ha di fronte, rendendo più difficile comprendere la strategia del non amato.
Ad ogni modo, si può ricercare e identificare un elemento comune alla base di tali meccanismi: la presenza di due forze contraddittorie che agiscono a livello individuale.

Una è il messaggio interno che la persona ha strutturato su di sé e sul suo modo di stare al mondo ed è legata alla ferita. La voce interiore, spesso inconscia, dice “non c’è amore, non sei degno di riceverlo” o frasi similari di disprezzo e odio.

L’altra tendenza è quella dell’Io, della parte più consapevole e razionale che dice “eppure deve esserci amore anche per me, lo devo cercare e ottenere!”.


Da questa contraddizione per alcuni nasce un connubio naturale, tanto che ci si abitua al dolore in nome di un bene più grande ovvero l’amore! Non si vede che si è prigionieri di questa condizione. E si va avanti stando in relazioni caratterizzate da sofferenza, sottomissione, mancanza di rispetto.

Ci si chiede:

  • come mai colludo sempre con una persona sbagliata?
  • perché dò tanto e non ricevo altrettanto in cambio?
  • mi stimerà veramente? o mi sto solo illudendo?

Insomma, cambiano le modalità, le dinamiche relazionali, i ruoli ma il bisogno è legato al ricevere amore a tutti i costi.
A volte si prova anche un lieve piacere all’idea di doversi meritare l’amore dell’altro. Ovvero, ci si illude che più l’amore è complesso e difficile da raggiungere più sarà grande la ricompensa.
Il piacere che si sviluppa nei giochi del non amore non è così irrilevante e infrequente.

Nonostante la persona si renda conto del disagio generato da quella situazione, la nasconde a se e agli altri.
La rottura violenta, avviene quando una delle due voci dice “no, adesso basta!” e contrasta con l’altra, si ribella.

In terapia può aiutare per uscirne fuori attuare la tecnica della catastrofizzazione, ovvero immaginare una situazione e estremizzarla fino alle peggiori conseguenze possibili. Visualizzarsi in quella situazione, sentire le emozioni che si proverebbero, dirle a voce alta e condividerle col terapeuta o con lo psicologo, aiuta a poco a poco a prendere contatto con la realtà. Con la maggior presa di consapevolezza nasce anche il rifiuto dal permanere di determinate condizioni avverse. Perciò, spesso, si innesca la spinta al cambiamento.

Il desiderio di riprendere in mano la propria vita, di amarsi prima di essere amati, nasce dalla presa di coscienza di mettere in atto giochi del non amore.

Condividi con le tue amiche o sui tuoi social questo articolo della nostra LoveAcademy.

Categorie
Narcisismo

Gelosia e Invidia: emozioni correlate nel narcisista

Può essere difficile immaginare una persona narcisista la quale appare sempre bella, forte, desiderata, carismatica, sicura, ma che possa anche provare gelosia e/o invidia.

La spiegazione è legata al fulcro centrale del narcisismo ovvero il vuoto interno che il narcisista tenta a tutti i costi di nascondere dietro uno scudo di indipendenza e forza.

Autocritica, confronto, accettazione del fallimento, riconoscere i propri limiti, sono aspetti impensabili per un narcisistica.

Sono interpretate come sensazioni estremamente sgradevoli, da evitare ed arginare a tutti i costi.

Non importa il prezzo da pagare, ovvero la propria autenticità!

Da cosa nascono nel narcisista la gelosia e l’invidia?

La gelosia e l’invidia nascono da una percezione (reale o immaginaria) di essere inferiori o meno meritevoli rispetto ad un’altra persona vista come minacciosa in quanto può togliere attenzione, cura e amore.

Si toccano le corde profonde dell’insicurezza personale, dell’autostima, del senso del proprio valore, del sentirsi amati e riconosciuti; tutti bisogni molto presenti nel narcisista seppur non ammessi ai suoi occhi.

Nel narcisista queste sensazioni sono esasperate e si alternano all’interno dei giochi di seduzione e manipolazione.

Cosa cerca in una donna, il narcisista?

Il narcisista ricerca, paradossalmente, una persona migliore di lui, che gli permetta di risaltare. A lungo andare, però, quest’aspetto mette in luce le sue carenze e lui attiva invidia e gelosia nei confronti dell’altra persona.

Le qualità che all’inizio erano lodate e ricercate nel partner diventano poi causa di malessere e oggetto di svalutazione.

Anche se in un primo momento il narcisista idealizza il partner per suo tornaconto personale (sentirsi potente e importante), successivamente subentreranno l’invidia e la gelosia. Quando questo accadrà, si passerà “dalle stelle alle stalle” e si verrà svalutati, denigrati, offesi e mortificati.

Ogni pretesto, piccolo o grande, potrà essere usato per colpire la stima della partner.

All’aumentare degli attacchi del narcisista verso la partner, lei avrà di conseguenza un calo di energia e di voglia di vivere, così senza accorgersene, vivrà all’ombra di un’altra persona, e si annullerà del tutto. Caleranno i suoi interessi, vedrà meno gli amici, avrà meno stimoli e si curerà di meno.

E quando questo accade il narcisista vince. La sua immagine di pseudo perfezione e di bellezza rimarrà intatta. Il suo obiettivo ultimo di mantenere un rapporto di dominanza e di controllo sarà raggiunto.

Sebbene le radici di questi sentimenti siano comuni e convivono a livello psicologico, sono differenti.

Che differenza c’è tra invidia e gelosia, nel narcisista?

La gelosia tocca maggiormente l’area dell’intimità e della sessualità e si esprime con un senso di perdita di qualcuno o qualcosa (il proprio partner, la fiducia, l’amore, l’intesa..).

Il narcisista, convinto di aver pieno controllo e conquista sul proprio partner, è accecato da pensieri e fantasie su un “ipotetico terzo elemento” che possa incrinare il rapporto di dominanza fin a quel momento mantenuto.

La gelosia scatena molti campanelli d’allarme.

  • Uno è legato alla paura che l’ingresso di un “altro” possa far crollare il castello di menzogne e manipolazioni mantenute fino a quel momento.
  • Dovrebbe fare i conti con se stesso, rispetto all’idea di non essere l’unico, di non essere perfetto e degno di amore.
  • Dovrebbe far spazio alla paura di perdere la sua partner.

Ovviamente questi pensieri non possono sfiorare la sua mente.

L’impossibilità di esprimere la paura dell’abbandono e del rifiuto provoca forti emozioni negative: ansia, rabbia, odio e aggressività che spesso vengono proiettate sulla partner, la quale per rassicurare il narcisista, stringerà ancora di più il cappio al collo.

Pertanto la gelosia può essere tradotta come “conquista perduta”.

Mentre l’invidia può essere intesa come “conquista mancata”.

L’invidia nasce da una presa di coscienza che si è inferiori (a vari livelli) rispetto ad un altro, scatenando una svalutazione di sé. L’oggetto del desiderio è qualcosa che non si è raggiunto o non si è potuto ottenere, che è al di fuori delle proprie possibilità.

In questo caso ciò che il narcisista invidia, e al contempo sa che non può ottenere, è l’essere autentici.

Ridere, amare, soffrire, affrontare le difficoltà, esporsi, mettersi in discussione, sono azioni che non ha il coraggio di vivere. È letteralmente terrorizzato del giudizio degli altri, sebbene non lo ammetta. Così come non può ammettere di provare invidia per un’altra persona. L’unica cosa che può e sa fare è indirizzare la sua frustrazione sul partner, che spesso risponde con atteggiamenti devoti e sottomessi.

In conclusione..

La gelosia e l’invidia si possono manifestare nel narcisista in molte forme, di intensità crescente.

Il narcisista può specificare che non prova nessun sentimento per te, svalutandoti in maniera evidente e non dandoti importanza. Oppure può agire in modo silenzioso, ma che denota un fortissimo controllo della situazione. Le forme più estreme sono quelle manifeste in cui il narcisista manipola e distorce la realtà a suo piacimento.

Mentre in una coppia sana la gelosia e l’invidia (in piccole dosi), possono essere tollerate, dal narcisista sono considerate espressioni patologiche di un disturbo caratterizzato da comportamenti maniacali e distruttivi.

Se hai trovato interessante quest’articolo, condividilo sui tuoi social ed aiutaci a far conoscere la nostra Love Academy.

Categorie
Narcisismo

Quando il Narcisismo è Donna

Nell’immaginario comune il narcisismo è “uomo”. Vi stupireste nello scoprire invece, che il narcisismo si può nascondere anche in abiti seducenti, perchè il narcisismo può essere anche donna.

Nella storia si fa spesso riferimento a uomini che seducono e abbandonano, che maltrattano e che abusano del loro potere e fascino. Tuttavia, esiste anche una versione femminile del Don Giovanni.

Da cosa è caratterizzato il narcisismo nella donna?

Anche le donne possono essere distruttive in amore, attivando giochi di seduzione e manipolazione che sfociano in relazioni altamente disfunzionali, proprio come gli uomini narcisisti.

Le dinamiche relazionali del narcisismo nella donna sono identiche a quelle dell’uomo.

Rispetto agli uomini, le donne narcisiste sono spesso più subdole, furbe, e attuano strategie di manipolazione sottili e raffinate. Per questo motivo è difficile identificarle.

A cosa fare attenzione in una relazione con una donna narcisista?

Vediamo i principali “segnali” a cui far attenzione, così da evitare una donna narcisista qualora la incontrassimo o ne fossimo vittime.

  • Non c’è uno scambio emotivo pieno e profondo. La reale identità dell’altro e di sé è negata o squalificata.

  • L’amore inteso come scambio, intimità, empatia, compassione e fusione con l’altro non può essere accolto e vissuto per una narcisista, che nutre dentro di sé una ferita da colmare e al contempo rinnegare.

  • La narcisista deve essere protagonista nella relazione, ma paradossalmente non può accettare l’idea di un legame amoroso, amicale, filiale sincero e profondo.

  • Non rimanda una sensazione di fiducia e ascolto, perché non è in grado di trasmettere queste emozioni. Può capitare che offra una spalla su cui piangere, o si mostri accogliente e disponibile, ma probabilmente è solo una mossa attentamente studiata. All’occorrenza, userà questa confidenza a suo favore.

  • Si circonda di persone che la desiderano, a vari livelli. Che siano uomini o donne, potenziali partner, amiche, colleghe o altro, per la donna narcisista è essenziale che le persone alle quali dedica tempo ed attenzioni siano accondiscendenti, presenti, disponibili e dipendenti dalla sua approvazione.
Con una donna narcisista si crea un legame difficile da sciogliere perché lei tiene in scacco il suo “entourage”, facendo leva su sensi di colpa, ricatti morali ed emotivi o promesse che non manterrà.
  • La narcisista deve sempre dominare. Nelle relazioni sentimentali prevale un senso di forte passionalità, di controllo, e di godimento del proprio potere nei confronti di colui che ama così incondizionatamente quanto dolorosamente. Con la donna narcisista si instaura, spesso, un rapporto squilibrato di sudditanza psicologica. Lei è l’unica che comanda, decide quale  direzione dare alla relazione, impone le sue regole (insindacabili).
  • Non riesce ad essere spontanea. La donna narcisista è bisognosa d’amore ma incapace di esprimerlo e quest’esigenza la soffoca. È tale la paura di essere sedotta, rifiutata e abbandonata che la spinge ad essere colei che inganna e abbandona.

La donna narcisista si nasconde, in base alla mossa del suo partner, dietro la maschera della freddezza o dell’apparente fragilità. Ma non entra mai in pieno contatto con le sue emozioni.

In conclusione, poiché la donna narcisista non può rievocare alla mente esperienze affettive positive, è devastata dall’insicurezza e dalla mancanza di autostima. Non potendo accettare e integrare quest’aspetto nella propria immagine riflessa allo specchio, va continuamente alla ricerca di una relazione che dimostri a se stessa di essere forte e superiore.

Con una donna narcisista non c’è spazio per una relazione paritaria e sana

Non esistono i ruoli di Amante e Amato ma solo di Vittima e Carnefice, in un’escalation senza fine.

L’altro non è visto nella sua interezza, ma solo come un semplice oggetto che serve a mantenere la facciata di sentirsi appagata e importante.

Nel tempo, la persona narcisista ha imparato perfettamente come comportarsi e come reagire agli scarsi tentativi del suo partner di uscire dall’empasse. Anche se può piangere e arrabbiarsi, lo fa senza essere veramente scossa da questi sentimenti.  Come cita Lowen “il loro impressionante analfabetismo emotivo ha inibito i movimenti interni del corpo”.

Quest’ apparente autocontrollo rinforza la sua posizione pubblica e privata, aumentandone il potere.

L’immagine pubblica che rimanda è di una persona dominante, risoluta, indipendente. All’apparenza sembra non aver bisogno di niente e nessuno, mentre in realtà la donna narcisista è costantemente dipendente dall’ammirazione degli altri.

Tuttavia, il compiacimento dell’altro può appagarla soltanto per un breve periodo di tempo.

Dopo poco, la voce dell’insicurezza, della paura del rifiuto, il terrore dell’abbandono, il dolore, il fallimento tornano a tormentare la sua mente. Questo è ciò che la spinge a ricercare nuove “vittime”; in un circolo vizioso di manipolazione e sofferenza.

Così procede incessante nel suo copione la narcisista, convincendosi che quando troverà “l’uomo giusto” o “la persona per la quale ne varrà la pena”, cambierà atteggiamento e si lascerà amare veramente.

In realtà è solo l’ennesima bugia che racconta a se stessa (e agli altri) pur di non affrontare i propri fantasmi.

E tu cosa ne pensi? Credi ci siano anche altri segnali a cui fare attenzione con una donna narcisista? Rispondi nei commenti.. Mi farà sicuramente piacere leggerti!

Se hai trovato interessante quest’articolo, condividi sui tuoi social ed aiutaci a far conoscere la nostra Love Academy.