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Narcisismo

Quando chiudere con un narcisista?

Sei innamorata di un narcisista e avete una relazione, come abbiamo visto nell’articolo precedente, lui fa sfoggio di ogni sua capacità e fascino per farti innamorare di lui.

Purtroppo, dopo tanto “amore”, cure e presenza, all’improvviso lui cambia atteggiamento nei tuoi confronti e così iniziano momenti di freddezza e distacco, di critica continua o di vero e proprio abuso narcisistico.

Magari sei abbastanza ottimista e credi che potrai riconquistarlo e rivivere le sensazioni dell’inizio della vostra relazione.

Allo stesso tempo, però ti accorgi che questa relazione tossica mina quotidianamente la tua autostima e indipendenza.

Sentendoti sempre sotto accusa e a causa delle spietate bugie del narcisista, potresti iniziare a dubitare delle tue stesse percezioni.

Ogni volta che non sei d’accordo, lui ti attacca e ti svaluta. Questa manipolazione del narcisista ha solo l’obiettivo di intimidirti e confonderti, proprio come forse ti senti adesso. Praticamente man mano che la tua vergogna aumenta, la tua autostima diminuisce. Questa ambivalenza che caratterizza la tua relazione tossica, mina direttamente la tua autostima e la tua fiducia.

Se le cose vanno così, forse ti chiedi..

Perchè è così difficile chiudere con un narcisista?

Purtroppo è comune tra le vittime di narcisisti, diventarne dipendenti. E’ proprio perchè il narcisista ti svaluta e controlla che ti ha reso dipendente da lui.

Oltre a ciò il tuo compagno narcisista potrebbe essere stato addirittura violento con te e forse non lo hai ancora lasciato non solo per paura di ritorsioni, ma anche per non perdere la connessione emotiva che pensi di avere con lui, questa possibile perdita la ritieni peggiore dell’abuso in se’.

Quando chiudi definitivamente

C’è da riconoscere che anche il tuo compagno narcisista è dipendente da te come lo sei tu da lui.

  • Potrà fare di tutto per farti tornare da lui, perchè temono l’abbandono. Il narcisista patologico prova soddisfazione nel giocare con i tuoi sentimenti e nel vederti interessata a lui. In questo modo, proverà ancora a farti nutrire il suo ego e soddisfare i suoi bisogni (trattasi dell’ “offerta narcisistica”). Essere lasciato è un’umiliazione e un duro colpo per un narcisista.

  • Tenterà di fermarti con gentilezza ed il suo fascino, ma anche con sensi di colpa, minacce e punizioni, o con promesse e suppliche. Si servirà di qualunque cosa possa essergli utile allo scopo di controllarti, vorrà sentirsi il vincitore.

  • Aspettati che in qualche modo faccia di tutto per non farsi abbandonare del tutto. Inoltre, potresti incontrarlo nei posti che frequenti d’abitudine. Non è raro che il narcisista patologico cominci a volerti fare ingelosire postando foto e video con nuove donne, per mostrarti quanto si diverta senza di te.

Tutto questo ha sempre lo stesso obiettivo: farti tornare di nuovo da lui. Ricorda sempre che questo potere che sa esercitare su di te è un modo come compensare le sue insicurezze.

Il narcisista non vuole essere affatto dimenticato e quindi sa come farti aspettare e sperare in un suo ritorno e cambiamento. Quasi senza accorgertene però potresti ritrovarti di nuovo con lui. Anche se il narcisista ti scarta, potrebbe fare di tutto per impedirti di costruire un’altra relazione con un’altra persona. Della serie “o stai con me o con nessuno, anche se io ti scarto perchè non ti voglio più“.

Ricorda sempre che:

Il narcisista non è MAI in grado di darti ciò di cui hai bisogno

Condividi con le tue amiche o sui tuoi social, questo articolo della nostra LoveAcademy.

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Narcisismo

Il narcisista sa amare?

Se anche tu hai una relazione con un narcisista, chissà quante volte ti sei chiesta se può essere in grado di amare. 

Questa è la domanda ricorrente delle partner che sono in relazione con narcisisti patologici. Solitamente si aspettano di essere amate almeno quanto loro stesse li amano. Forse, anche tu, ogni volta che vedi il tuo partner senti le farfalle nello stomaco, una fortissima emozione e credi che potresti davvero vivere tutto il resto della tua vita con lui. 

Metteresti quasi tutto da parte, pur di stare con lui e renderlo felice. Se leggi questo articolo, però, è perché potresti avere dei dubbi e  chiederti:

“Il narcisista mi ama come lo amo io?”

Semplicemente “no”. La realtà purtroppo è che il narcisista non sa amare.

Chi ha un disturbo narcisistico patologico di personalità non ha la capacità di mostrare vero amore. Purtroppo i narcisisti, in poche parole, non riescono ad apprezzare fino in fondo la personalità del partner. Al tuo lui narcisista in fondo, non interessa veramente la tua felicità, è concentrato solo su se’ stesso.

Inoltre, solo in rari casi sono disposti a sacrificare qualcosa per rendere felice la compagna. Fondamentalmente, l’unica felicità di cui sono veramente preoccupati è la loro.

“E quindi cosa significa quando un narcisista dice “Ti amo”?”

Quando il narcisista dice “Ti amo”, in realtà può voler dire diverse cose.

Il “Ti amo” del narcisista può nascondere le sue reali intenzioni, cioè ottenere qualcosa da te. Un “Ti amo” strategico cioè detto al momento giusto, può nascondere tante richieste indirette che rivelano le vere intenzioni del partner narcisista.

Ti faccio qualche esempio, un “Ti amo” può voler dire:

  • amo come mi fai sentire
  • adoro fare sesso con te
  • amo il fatto che sarai sempre disposta alla qualsiasi per me
  • impazzisco nel vedere quanto mi adori
  • amo vedere quanto ti impegni nel soddisfarmi
  • amo constatare quanto sia facile per me manipolarti

Certo è che non si tratta del “Ti amo” che ti aspetteresti, una frase di valore e spinta da amore vero. Quello che a cuore il narcisista è solamente il suo egocentrismo patologico.

La maggior parte dei narcisisti ammette, in terapia, di non essere sicuro di sapere realmente cosa vuol dire amare una persona, nè tantomeno è sicuro di poter mai amare qualcuno. Quindi..

“Cosa prova per me?”

Difficile dirlo. Molti narcisisti che sono addirittura sposati dicono di preoccuparsi della moglie e vorrebbero che il matrimonio funzioni. Ma c’è da dire che la loro mancanza di empatia e costanza nei sentimenti sono una grande limite per il funzionamento sano della relazione e lo sviluppo di sentimenti sinceri e positivi.

Sarebbe come valutare le capacità artistiche di un soggetto che non ne è minimamente portato, non ha talento, non ha il dono naturale per svolgere quell’attività.

Ci sono narcisisti che hanno perfino ammesso onestamente che l’amore vero non fa per loro e pensano di non averlo mai provato, al di là dell’unico amore che riescono a provare e cioè desiderio di essere ammirati e desiderati, cosa che cercano costantemente. Ma in definitiva..

“Cosa vuole il narcisista da me?”

I narcisisti essendo profondamente egoisti, cercano sempre un loro tornaconto personale e cercano di soddisfare i propri interessi. Non provano amore ma cercano la comodità di una relazione pragmatica.

Invece di porsi una semplice domanda come “Amo davvero questa donna?”, si chiedono:

  • mi sento solo?
  • ho voglia di fare sesso con lei?
  • stando con lei, cosa ci guadagno agli occhi degli altri?
  • le persone mi ammireranno di più se sto con lei?
  • e’ ricca e generosa?
  • e’ arrivato il momento di sposarmi? Potrei garantirmi cure per la vecchiaia?

Oltre a ciò, c’è da dire che molti narcisisti patologici si rifiutano di credere di non saper amare in modo sincero, profondo e costante qualcuno che invece li ama davvero. Sono convinti che se non amano, è colpa dell’altro e un giorno troveranno nella loro vita una persona perfetta che troveranno facile da amare. Tendono costantemente ad idealizzare la partner per poi svalutarla, ignorarla per poi scartarla totalmente.

Hai mai conosciuto un narcisista patologico? Questo articolo ti ha fatto sorgere delle domande su questa tematica? Scrivi nei commenti.

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Disturbo Borderline

Sono attratta da un borderline?

Ti puoi sentire attratta da un borderline perchè i border sono seducenti, attraenti, affascinanti ma anche estremamente vulnerabili. Inoltre, la passione e le intense emozioni che il border vive costantemente, possono ravvivare anche te, che magari cominci a trovare noiose o addirittura tristi e deprimenti persone più equilibrate.  

In genere, chi si sente attratto da un soggetto borderline è perchè ha bisogno di trovare eccitazione, e accompagnandosi con un border riesce, per così dire, a dare una scossa alla propria vita, sorge quindi spontanea una domanda..

COSA ASPETTARSI DALLA RELAZIONE CON UN BORDER?

Dal momento che i border sono dipendenti nelle loro relazioni di coppia, spesso cercano persone molto diverse da loro proprio per riceverne aiuto.

I soggetti border convivono con i loro costanti cambi di umore ed emozioni e per questo cercano chi possa dar loro una sorta di stabilità. Come diceva l’articolo precedente, i border sono persone “costanti nell’incostanza”.

Per questo motivo, molto spesso il border è attratto proprio da chi a differenza sua, ha o sembra avere un costante e ottimo controllo sulle proprie emozioni e sentimenti. Narcisisti e persone molto indipendenti sul profilo emotivo, sono visti dal soggetto border come possibili persone con cui instaurare un rapporto di coppia.

Tuttavia, c’è da specificare che in una relazione del genere, entrambi i soggetti sono dipendenti, l’uno dall’altro. Solitamente la partner del soggetto borderline è una persona con una bassa autostima e che tende ad adattarsi molto al border e perfino a scusarsi anche quando viene attaccata.

Forse anche tu tendi a fare questo, magari nella speranza di mantenere una connessione emotiva costante con il tuo compagno borderline.

In questo processo, però rischieresti di cedere sempre più il controllo al border a confermare ulteriormente la tua bassa autostima e dipendenza. Tutto questo controllo dato interamente al border, alla fine non fa sentire nessuno dei due veramente al sicuro, anzi sortisce l’effetto opposto.

COSA POSSO FARE SE IL MIO RAGAZZO E’ BORDER?

Il tuo compagno borderline ha bisogno di sentirsi amato.

Inoltre, i border hanno la necessità di avere dei confini cioè stabilire delle “condizioni”, questo a volte può farli distogliere dai loro pensieri folli.

Per fare questo però, è necessario che tu abbia sviluppato la tua autostima. Impara quindi, ad essere assertiva e cerca un supporto emotivo esterno, che sia unicamente tuo.

La tua relazione con un borderline potrà migliorare solo quando prenderai provvedimenti per aver cura di te stessa e cambierai il tuo comportamento, all’interno della coppia. 

Scrivici nei commenti qui sotto, come è stata la tua esperienza o di una tua amica, con un border.

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Disturbo Borderline

Come riconoscere un borderline

Molte persone all’interno di una relazione, davanti a certi comportamenti e atteggiamenti altalenanti e sfuggenti, potrebbero chiedersi come si riconosce il disturbo borderline e se è possibile amare un border. Inoltre, in tanti si chiedono se la persona affetta da questa patologia, sappia amare veramente

La relazione con un borderline può essere paragonata ad un giro sulle montagne russe, perchè è una storia caratterizzata da momenti di amore, intimità e passione, che pero’ nel partner borderline lasciano repentinamente il posto a sensazioni opposte come sentimenti  di abbandono, di rabbia e frustrazione.

Avere una relazione con un border non è affatto semplice, specialmente all’inizio. Spesso, dopo la fase iniziale del rapporto, fatta di passione e un senso d’intimità precoce, ci si ritrova in una relazione burrascosa che può includere accuse, rabbia, gelosie, ed in alcuni casi può persino sfociare in manie di controllo e continui contrasti dovuti alla “costanza nell’incostanza e all’incostanza nella costanza”, tipica del soggetto borderline.

COME VIVERE CON UN BORDER?

Devi sapere che per il borderline, esiste solo il bianco o il nero, nessuna sfumatura. Per lui/lei è un continuo idealizzarti per poi svalutarti. I border possono cambiare idea improvvisamente e anche più volte durante il giorno. A causa di questa instabilità e imprevedibilità puoi vivere senza sapere cosa aspettarti da un minuto all’altro.

Questo è l’effetto “montagne russe”: il border vive emozioni forti (ma allo stesso tempo labili), se si sente di buon umore può elevarti e farti sentire “amata”  poi pero’ ti schiaccia e ti svaluta  improvvisamente,non appena cambia percezione della realtà. Per intenderci, un border può trattarti come una principessa per poi farti sentire come uno straccio. 

Impara che il border proietta su di te tutte le sue emozioni o sentimenti negativi. Riesce ad essere vendicativo a parole o con il silenzio con il quale ti punisce. Il border sa essere un manipolatore al punto di arrivare a distruggere la tua autostima. Tutto ciò che ti ho descritto è la “normalità” per un border.

PERCHE’ IL MIO RAGAZZO BORDER MI SVALUTA?

Tutto parte dalla sua mente, che gli fa aumentare l’intensità e la negatività di quello che percepisce e dei sentimenti che prova. Le sue emozioni, comportamenti e relazioni sono instabili, tutto questo vale sia nella vita privata che in quella lavorativa.

Spesso il border teme l’abbandono e proprio a causa di questo timore vive momenti di rabbia, che determinano la sua percezione distorta della realtà. Inoltre, il soggetto borderline ha il più delle volte un’immagine distorta anche di sè stesso.

Chi è affetto da un disturbo borderline sente un vero e proprio bisogno di amore e cura, e spesso può manifestare una forte gelosia (che può sfociare in paranoia), quando per esempio si vede annullare un appuntamento o semplicemente notare che parli con un altro ragazzo, considerandolo automaticamente come un potenziale nemico. Il problema nella “relazione d’amore” con un border è sempre la fiducia.

COME TRATTARE UN BORDERLINE

Inutile dire che non puoi permetterti di dargli contro, il border è sempre sicuro di aver ragione. Il soggetto border potrebbe riuscire a farti arrabbiare, per poi accusarti falsamente di volerlo allontanare.

E’ capace di farti dubitare della realtà arrivando al punto di crearti in testa dei dubbi sulla tua sanità mentale o addirittura puo’ provare a farti un vero e proprio ​lavaggio del cervello. Nella sua disperazione, il border può adottare comportamenti che rasentano (a volte lo sono realmente), delle vere e proprie manipolazioni emotive se non abusi

Porre fine ad un’amicizia e allontanare i parenti che secondo la sua percezione, lo hanno “tradito”, è per un border una cosa normale e usuale.

Spesso il soggetto borderline prova a creare nella relazione di coppia, una fusione romantica e intima, molto seducente, ma allo stesso tempo teme tutta questa intimità perchè ha paura di esserne dominato se non addirittura inghiottito.

Nelle relazioni affettive il border è come se “camminasse sulla corda” nel tentativo di mantenere un equilibrio tra la paura di rimanere solo e al tempo stesso di essere troppo intimo con la partner. 

Nel cercare di mantenere questo equilibrio e attrarre la partner, il border può inizialmente manipolare e controllare attraverso lusinghe e usando il suo fascino per poi però scaricare tutta la sua rabbia e il suo rifiuto allo scopo di tenere la compagna in una sorta di distanza di sicurezza.

In questi casi e’ meglio non manifestargli troppa comprensione perché il rischio sarebbe quello di farlo scappare….ma questa, è un’altra storia…..

(to be continued..)

e tu, hai avuto esperienze con un soggetto borderline? Come la definiresti e cosa hai imparato da questa? Scrivimi nel form accanto che cosa hai affrontato o cosa stai affrontando con un border.

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Dipendenza Affettiva Sessualità

Vero Amore o Dipendenza?

Ti chiedi spesso se sei veramente innamorato, se si tratta di amore o dipendenza affettiva? Oppure capita che ti chiedi se e’ dipendenza sessuale?

Spesso tutto questo si può anche intrecciare. Capire fino in fondo i contorni della situazione può essere difficile,  facciamo un po’ di ordine.

Attrazione fisica

L’attrazione inizialmente suscita l’infatuazione. Questa è scatenata dai neurotrasmettitori e dagli ormoni che possono offuscare la nostra capacità di giudizio e spingerci ad idealizzare la persona desiderata.

Fantasticare sulla voglia di trascorrere del tempo con lui o con lei, spinge a provare sempre più eccitazione nei suoi confronti. 

Sessualità

Quando la relazione affettiva è prettamente orientata al sesso, può avere una componente di dipendenza sessuale. Ad esempio, si potrebbe non essere interessati a trascorrere dei momenti insieme al partner se non per fare sesso o almeno avendo l’aspettativa di farlo. Non si parla dei problemi della coppia, non si desidera vivere esperienze di conoscenza reciproca insieme.

Le persone che danno principalmente risalto al sesso, all’interno di una relazione,  possono essere interessate soltanto a soddisfare i propri bisogni a letto, trascurando i bisogni dell’altra persona

Con il tempo ci si potrebbe sentire sempre più attratti dall’amante proprio perché procura scariche di ossitocina. Tutto questo accade perché fare sesso procura il cosiddetto “ormone dell’amore”, l’ossitocina appunto, che può portare a credere di sentire il desiderio di costruire un rapporto di coppia con il partner. Questo inganno mentale può travestirsi da vero amore, ma in realtà nasconde la paura di soffrire, l’abbandono, la depressione, la vergogna o la rabbia. 

Dipendenza affettiva

Il giorno del prossimo appuntamento con il vostro amante, si avvicina. Nel frattempo, pensandoci e fantasticando su di lei/lui, vi sentite  sempre più attratti, ma anche agitati e tesi, perchè talvolta, improvvisamente, l’appuntamento viene disatteso dall’amante.

Spesso può manifestarsi imprevedibile e sfuggente. Se questi atteggiamenti capitano spesso e volentieri, potreste provare stati di angoscia e profonda tristezza,  potete sentirvi manipolati

Oltre a ciò il partner può mentire, essere inaffidabile, mantenere segreti o avere addirittura un atteggiamento ostile verso di voi, tuttavia anche questo potrebbe non sembrarvi abbastanza  per troncare la relazione.

Si tende a trascurare dubbi, incertezze e preoccupazioni pensando che sesso, romanticismo e fantasia possano essere “abbastanza”, per proseguire la relazione. Anche di fronte ad evidenti allontanamenti e mancanze dell’amante, si può avere la tendenza a riportarlo/a nella propria mente, all’ideale di persona che si pensava fosse.

Questi però, possono essere segni di dipendenza affettiva .

Vero amore

Da cosa si può capire se la dipendenza affettiva o sessuale è diventata una storia di amore vero?

Quando si tratta di vero amore non si desidera cambiare il partner, la sua personalità, ma ci si limita ad accettarlo così com’è.

Quando si tratta di vero amore si vuole condividere più tempo, ma di qualità e al di là del tempo che si trascorre a letto. Si parla dei problemi della vita quotidiana, degli amici e della famiglia. 

Quando è amore vero, tutto ciò che riguarda i bisogni, i sentimenti e la felicità del nostro amante diventano importanti e si pensa a pianificare un futuro insieme.

Quando esiste la voglia di conoscere realmente l’altro con i suoi interessi, le sue paure, i suoi sogni ed allo stesso tempo vi è una buona intimità sessuale, si è sulla buona strada per costruire un amore vero.

L’amore vero e la dipendenza affettiva possono coesistere entrambe?

Può essere difficile riconoscere sia l’uno che l’altra? 

Di questo parleremo nel prossimo articolo!

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Comunicazione di coppia

Perché il mio ragazzo è freddo?

Chiunque può essere un tipo freddo e distaccato oppure può diventarlo. Succede anche in una relazione seria e stabile che uno dei due inizi ad allontanarsi dall’altro. Questo allontanamento accade più spesso negli uomini, i quali per natura hanno già la tendenza a chiudersi in sè stessi. Se questo è il tuo caso, probabilmente ti senti inutile, abbandonata, non apprezzata e a volte proprio ignorata.

Le donne che affrontano questa frustrante esperienza solitamente vivono il rifiuto, la solitudine o addirittura l’abbandono.

La dinamica così instabile del rapporto può renderti vulnerabile, delusa e fragile. Sembra che improvvisamente, tutto quello che rendeva la vostra relazione perfetta e ti faceva sentire amata, non esista più.

Cosa puoi fare per superare questa crisi di coppia?

Istintivamente potresti esprimergli il tuo attuale stato d’animo dando sfogo ai tuoi sentimenti feriti, ma questo potrebbe non essere la strada giusta. Pensa a quanto peggio potresti sentirti se al tuo sfogo non ci fosse nessuna reazione positiva. E’ chiaro che davanti ad un divario così profondo, le cose potrebbero peggiorare ulteriormente.

Non è scaricandogli tutte le sue “colpe” della vostra crisi, che salverai la relazione, anzi!

Ti sarà utile valutare in prima battuta la tua parte di responsabilità, anche se probabilmente piccola.

Ho isolato per te delle interessanti domande su cui riflettere. Ti consiglio di annotare le tue risposte.

Chiediti:

  • è freddo e chiuso solo con me o anche con le altre persone?
  • Ultimamente, tra di noi, c’era un solo argomento costante ?
  • Ci sono state opinioni diverse su cui abbiamo discusso frequentemente?
  • Ho la tendenza a rivangare i soliti aneddoti del passato?
  • Discutiamo sempre sugli stessi temi?
  • Cerco ripetutamente di influenzare i suoi punti di vista?
  • Ho cercato spesso di fargli cambiare idea in alcuni campi (come politico, religioso, ecc.) ma senza successo?
  • Nella conversazione tendo a interromperlo quando si esprime forse per paura di non essere ascoltata come vorrei?

Come sai è molto più semplice cambiare il proprio atteggiamento piuttosto che aspettarsi che siano gli altri a cambiarlo. Prova ad immaginare anche la sua di frustrazione, mettiti nei suoi panni; forse si sente continuamente giudicato, umiliato o criticato da te. Questo può accadere senza che tu riesca ad accorgertene.

Gli uomini generalmente sanno come evitare i conflitti

Con tutta probabilità questo suo silenzio potrebbe essere la sua risposta per mantenere la pace e non entrare di nuovo in conflitto con te,su un argomento di cui già conosci la sua opinione.

La tendenza di interromperlo potrebbe lanciargli il messaggio che in fondo a te non interessa la sua opinione.

A volte capita di perdere facilmente la pazienza quando ascoltiamo qualcuno che nell’esprimersi non arriva subito al punto o fa lunghe pause nel tentativo di trovare la parola giusta. Forse potresti iniziare, evitando di comunicare una sfilza di dettagli secondari o evitando di aprire molte parentesi sull’argomento di cui stai parlando.

Questo renderà sicuramente più fluido il vostro dialogo.

Condividi questo articolo con le tue amiche! E scrivimi cos’altro può essere utile in queste situazioni!

(to be continued..)

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Comunicazione di coppia

Allena il muscolo del “No”

Quante volte ci siamo sentite costrette a dire di SI per:

  • paura di dispiacere l’altro
  • paura di perderlo
  • paura di deludere
  • paura di provare dei sensi di colpa

Ogni volta che acconsentiamo alle richieste dell’altro, spinte da qualche paura più o meno inconscia, è come se dicessimo di NO a noi stesse.

Se ogni volta dici di Sì a qualcosa che non vorresti fare, che non vorresti accettare e dopo ti senti arrabbiata, depressa, risentita, con una tensione allo stomaco  o contratta e tesa, è un chiaro segno del fatto che in realtà non volevi fare quella cosa.

Quando noi non ascoltiamo i nostri bisogni e assecondiamo quelli dell’altro, è un po’ come se ci “prostituissimo”.

L’idea di fondo è : “Ti dico di Sì, nella speranza che tu mi voglia bene, mi accetti, non mi abbandoni

Tuttavia non ascoltare i nostri bisogni, quanto può essere costoso in termini emotivi e fisici?

Dire di no alle richieste di qualcuno non è questione di egoismo; è questione di aver cura di sé.

Come riuscire a dire No

Dire di No, può essere difficile all’inizio perché non sei stata abituata a farlo. Potrebbe essere che nel corso del tempo tu non sia stata abituata ad ascoltare i tuoi bisogni e ora non sei più in grado di riconoscerli.

Anche nelle relazioni amorose, troviamo più facile dire ciò che non vogliamo, piuttosto che dire ciò che vogliamo trovare.

Spesso potremmo dire: “non voglio un uomo insicuro”, non voglio un uomo che mi lasci sola”, “non voglio una storia solo di sesso”.

Tuttavia dovremmo imparare ad esprimerci in termini differenti,  definendo ciò che vogliamo.

Facendo così sarà più facile allenarci a comprendere ciò di cui abbiamo bisogno.

Le frasi potrebbero essere formulate in questo modo: “vorrei un uomo che mi dia sicurezza”, “vorrei un uomo presente nella mia vita”, “vorrei una relazione che mia dia la giusta intimità emotiva e la giusta complicità sessuale”, ecc.

Definire i giusti limiti da dare agli altri è come essere su una barca che procede nella giusta direzione.

Dire Sì e dire No, sono due remi della stessa barca e usandoli in modo corretto ti fanno procedere in modo equilibrato.

Allenarsi a dire No, può essere complicato inizialmente. Dire No, può farti sentire in colpa, intimorita. E’ normale. Non l’hai mai fatto.

Un Re ci insegna

Ti voglio raccontare una storia:

Mitridate IV, re  del Ponto, aveva sterminato la sua stessa famiglia, quindi si può dire che non era un regnante amato; il timore che i suoi nemici potessero avvelenarlo lo portò a decidere di «vaccinarsi al veleno» assumendone ogni giorno esigue quantità che aumentava di volta in volta fino a ottenere una totale tolleranza alla sostanza letale.

La tecnica funzionò talmente bene che, quando anni dopo fu sconfitto dai romani in battaglia e decise di togliersi la vita pur di non consegnarsi nelle loro mani, fu costretto a chiedere a un amico di essere pugnalato, perché il veleno su di lui non aveva effetto.

Cosa ci insegna questa storia?

Allenarsi a dire No, deve avvenire in modo graduale, non deve spaventarti, perché altrimenti il rischio è quello di mollare la presa e tornare alla situazione iniziale, pensando sia tutto troppo difficile.

Bisogna minimizzare il cambiamento, partendo da piccoli No che non costino eccessiva fatica.

Un esercizio per allenarsi

Vorrei proporti un esercizio:

  1. Pensa  a una situazione in cui hai detto di sì quando in realtà avresti voluto dire di no. Descrivi questa situazione su un quaderno.
  2. Poi scrivi  come ti sei sentita quando hai detto di Sì. Esempi:
  • Risentita
  •  Arrabbiata
  • Triste
  • Ansiosa
  • Nauseata
  • Spaventata

3  Completa la frase seguente e scrivila sul tuo quaderno: “Il motivo per cui non sono riuscita a dire di no è che…. “

4 Se una richiesta ti prende alla sprovvista, ecco alcuni modi per dire di no:

“Dobbiamo riparlarne in un altro momento”. “Devo verificare i miei impegni”. “Ho bisogno di un po’ di tempo per pensarci”.

5 Non c’è bisogno che spieghi il motivo per cui dici di No. Spesso un semplice no è tutto quello che devi dire. Esempi:

“No, mi dispiace.”

“Non riesco.”

“A quell’ora non va bene per me”.

”Quel weekend non posso.”

“Mi spiace, non riesco”

Come abbiamo detto prima, è essenziale che tu cominci con dei No piccoli, delle minime gocce di “veleno”.

Ad esempio potrebbe essere un No detto all’amica che vorrebbe prendere un caffè con te, oppure un No a un’uscita con una collega, oppure un No all’ennesima richiesta di tuo figlio.

Sarai tu a decidere quale No, richiede meno fatica da parte tua. Gradatamente aumenterai la difficoltà.

Se preferisci, dopo avere detto No, potresti proporre un’alternativa.

Ad esempio:

“Oggi non desidero uscire, perché non facciamo settimana prossima?”, “Domani non riesco ad aiutarti, potrei martedi.”, “No, non posso accompagnarti oggi, però sono disponibile domani”

Un No che dici agli altri, è una cura e un’attenzione verso te stessa.

L’”egoismo sano” ti aiuta a recuperare i tuoi spazi, ad avere energia per te stessa, e ad aiutare gli altri quando ti senti realmente in grado di farlo con energia e sincero desiderio.

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Comunicazione di coppia

Litigo sempre con il mio ragazzo

Un inganno comune è credere che se noi capiamo qualcosa allora siamo in grado di gestirla.

Tuttavia quante volte a tutti noi capita di comprendere ciò che dovremmo fare e non riuscire a metterlo in atto?

Alcuni esempi

Gli esempi sono diversi:

  • Un storia d’amore, che razionalmente sappiamo non è quella giusta per noi, ma non riusciamo a interrompere.  
  • La paura dell’aereo che ci blocca dal viaggiare, nonostante sappiamo che è il mezzo di trasporto più sicuro.
  •  La paura di parlare in pubblico, nonostante razionalmente sappiamo di essere padroni della materia che dobbiamo esporre

Tutto questo dimostra che se vuoi avere un cambiamento reale non basta Comprendere, ma è essenziale Agire diversamente.

La massima dimostrazione di questo assunto, la troviamo nelle relazioni interpersonali.

Litighi con il tuo partner?

Se ad esempio litighi tutto il giorno con il tuo partner perché lascia sempre le sue cose in disordine (vestiti, documenti, chiavi dell’auto, ecc)  e rientra tardi la sera, è evidente che sarebbe importante trovare un accordo.

La soluzione, dopo lunghi litigi e discussioni, può anche essere concordata e apparentemente il tuo partner può anche darti ragione e ammettere di sbagliare. Tutto questo però non serve a nulla, se non vengono concordate delle azioni concrete da mettere in atto per affrontare realmente il problema.

Tuttavia se dopo l’accordo a parole, seguono una serie di azioni concordate assieme, è molto probabile che il problema trovi una sua risoluzione.

Cosa fare

Citando l’esempio di prima, le azioni concrete potrebbero essere:

  • Definire assieme dei giorni in cui il proprio partner rientrerà prima dal lavoro
  • Accordarsi su dove dovrà riporre i propri vestiti
  • Definire un luogo specifico in cui il partner lascerà le chiavi di casa e dell’auto

Senza un piano di azioni concordato, non potrà esserci la risoluzione del problema ma solo un peggioramento.

Discutere dei soliti problemi, provoca e amplifica: litigi stancanti, recriminazioni, insoddisfazione, rabbia.

L’esempio di quanto le azioni siano importanti è dato da gruppi o associazioni che promuovono un obiettivo comune.

All’interno di essi, le persone che ne fanno parte, promuovono e sostengono comportamenti e azioni che aiutano a raggiungere l’obiettivo comune.

Il rapporto di coppia, è un piccolo gruppo con un obiettivo comune: fare funzionare al meglio la propria relazione.

Nel momento in cui i due partner definiscono verbalmente un accordo sulle azioni che dovranno essere messe in atto, ne validano anche la credenza e l’efficacia.

Questo è in linea con il pensiero orientale : «Un uomo saggio vive agendo e non pensando di agire, e ancor meno pensando a quello che penserà quando avrà finito di agire».

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