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Tumori nell’Adolescenza e Salute Sessuale

Il periodo dell’adolescenza

L’adolescenza rappresenta un periodo critico della vita umana.
E’ caratterizzato da profondi cambiamenti che coinvolgono non solo il proprio corpo, ma anche il mondo circostante. Durante questo periodo la persona costruisce la propria identità e ciò avviene attraverso il rapporto con gli altri. Infatti in questa fase, si ha il distacco dalle figure genitoriali e si instaurano delle nuove relazioni, tra cui quelle intime. Nell’adolescenza è tutto in divenire, anche la salute sessuale.

Il Tumore negli adolescenti

Dallo studio svolto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è emerso che oggi sempre più giovani sopravvivono al cancro rispetto al passato. Tuttavia gli adolescenti risultano essere particolarmente penalizzati se colpiti dalla medesima forma tumorale di un bambino.

Sulla rivista The Lancet Oncology hanno infatti pubblicato un articolo in cui è stato dimostrato che la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi nel periodo 2005-2007 è stata raggiunta dall’82% degli adolescenti. Tra il 1999 e il 2001 il dato si attestava intorno al 79%.

Gli adolescenti sembrerebbero essere penalizzati rispetto ai bambini per diversi fattori quali:

  • Il ritardo nella diagnosi e nella cura;
  • La mancanza di linee guida sul trattamento;
  • La carenza di specifici studi.

Nel medesimo studio le prospettive di guarigione degli adolescenti sono state confrontate con quelle degli over 40. E’ emerso che, a parità di diagnosi, i più giovani hanno maggiori probabilità di superare la malattia.

Questo dato, però, non è stato confermato in presenza di diagnosi di tumore al seno e alla prostata: infatti in questo caso i giovani sono maggiormente penalizzati. Quando vengono scoperti prima dei 40 anni, questi due tipi di tumore sono quasi sempre in fase avanzata e, pertanto, risultano più difficili da curare.

Recenti studi americani hanno inoltre dimostrato che il cancro è in aumento tra gli adolescenti, anche se non sono ancora del tutto chiare le cause alla base di questa incidenza.

I Tumori più frequenti tra gli adolescenti

La tipologia di tumore maggiormente diffusa negli adolescenti è differente rispetto a quella diagnosticata nei bambini o negli adulti. Infatti i tumori più frequenti negli adolescenti, sia ragazzi che ragazze, sono:

– i linfomi;
– i carcinomi;
– i tumori a cellule germinali;
– la leucemia
.

I tumori delle cellule germinali sono rappresentati prettamente dai tumori gonadici, dal carcinoma testicolare nei ragazzi (83%) e dal cancro ovarico nelle ragazze (83%).

Essendo stati condotti negli ultimi anni molti più studi rispetto al passato, è stato possibile osservare come sempre più adolescenti sviluppino delle forme tumorali.

In una situazione come questa occorre tenere in considerazione il fatto che gli adolescenti sono dei giovani concentrati sul proprio avvenire e con molti interessi. Inoltre hanno un particolare rapporto con il proprio corpo.

Per tutta una serie di ragioni non prestano attenzione ad alcuni cambiamenti o anomalie corporee che ne determinano una diagnosi tardiva.

Anche la reazione è del tutto diversa rispetto a quella che potrebbe essere manifestata da un bambino.

La malattia è diagnosticata in un periodo particolare, quando vi è un’elaborazione del distacco dai genitori, e questo fattore incide molto sulla situazione.

La diagnosi della patologia su un adolescente

Quindi l’insorgenza di una patologia oncologica nel periodo adolescenziale può avere delle forti ripercussioni sulla vita del ragazzo. I genitori assumono nuovamente un ruolo centrale e partecipano alle decisioni che riguardano la vita del figlio. Dunque il giovane paziente potrebbe percepire la propria libertà come se fosse limitata.

La degenza ospedaliera potrebbe allontanarlo anche per lunghi periodi dal mondo scolastico e dai propri amici. La malattia, più in generale, potrebbe intaccare le relazioni romantiche.

La diagnosi di una patologia, a tal proposito, potrebbe interrompere il processo legato alla costruzione delle relazioni intime. Inoltre la riduzione delle esperienze sociali potrebbe intaccare l’autostima e la fiducia che il giovane ragazzo nutre in sé stesso.

Anche il “semplice” fatto di dover comunicare al partner il proprio stato di salute, soprattutto se questo dovesse coinvolgere direttamente la sfera sessuale, può risultare particolarmente complesso e aumentare i livelli di stress, inducendo la persona a isolarsi.

Come e quanto incide un tumore sulla salute sessuale di un adolescente

Il cancro e il relativo trattamento possono avere delle conseguenze sia sulla dimensione psichica sia su quella organica. Queste, a loro volta, intaccheranno gli aspetti relazionali e la salute sessuale e/o riproduttiva. Da ciò è possibile dedurre che i conflitti relazionali con il proprio partner possono scaturire dalle difficoltà legate alla bassa autostima e all’immagine corporea. A queste si aggiungono le eventuali disfunzioni sessuali legate, per esempio:

– al desiderio;
– alla frequenza dei rapporti;
– al funzionamento e alla soddisfazione sessuale.

Gli adolescenti riconoscono l’importanza della propria salute sessuale e riproduttiva. Eppure non sempre i medici affrontano queste tematiche con i pazienti, rendendo questo un aspetto molto trascurato a partire dal momento in cui viene eseguita la diagnosi fino alla fine del trattamento.

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La Sessualità nelle relazioni tossiche

Nelle relazioni tossiche perfino la sessualità ha il suo lato oscuro.

Esistono dei rapporti in cui l’amore non è sinonimo di libertà, piacere, reciprocità, arricchimento o gioia, bensì rappresenta una fonte da cui nascono instabilità e sofferenza.

Quando parliamo di relazioni tossiche non facciamo riferimento a quelle in cui la sofferenza costituisce una fase che conduce verso uno stato d’animo positivo.
La crescita personale, la comprensione approfondita della relazione e delle sue dinamiche, la realizzazione di un sogno. Sono tutti aspetti che conferiscono al rapporto una valenza positiva.

A cosa porta la sofferenza nelle relazioni tossiche?

Una sofferenza improvvisa, senza che vi sia alcuna via d’uscita, che si manifesta proprio quando la relazione sembrava che stesse andando bene. I desideri che rimangono inappagati, a cui si aggiunge l’incognita di ciò che desidera l’altro. La necessità di ottenere delle conferme continue, attraverso la sofferenza da infliggere a sé stessi e all’altro, fino ad arrivare al punto di torturarsi a vicenda. Questi sono tutti aspetti che caratterizzano le relazioni tossiche.

Possiamo aggiungere l’esercizio di potere, la mancanza di fiducia, una condizione di totale dipendenza con conseguenti atteggiamenti autolesivi, la svalutazione dell’altro, il quale viene minacciato continuamente di essere lasciato. Inganni, bugie e comportamenti disfunzionali rendono il quadro più completo.

Non si tratta di relazioni in cui vi è un aguzzino e una vittima, ma entrambi sono travolti da un uragano di infelicità e frustrazione. Ognuno dei due versa in una condizione in cui può rimanere o andare via. Nel caso in cui optasse per la prima, potrebbe credere di riuscire a gestire efficacemente il malessere o di essere in grado di cambiare l’altro. Ecco che l’amore diviene tossico: si decide di rimanere accettando una condizione di tortura psichica. Libertà e crescita vengono sostituiti dalla debolezza, dall’insicurezza e dalla distruzione reciproca.

Comportamenti disfunzionali nelle relazioni tossiche

Nelle relazioni tossiche i comportamenti disfunzionali sono:

  • Il ghosting, che consiste nel dissolversi senza dare alcuna spiegazione all’altro, senza dargli nemmeno il tempo di realizzare quanto accaduto;
  • Il love bombing, ovvero una strategia di adescamento che si realizza attraverso un corteggiamento serrato;
  • Il benching, dall’inglese “bench”, ha il significato di “lasciare qualcuno in pachina”. L’obiettivo di chi mette in atto questo comportamento è quello di approfittarsi di una persona con la quale non vuole avere una relazione seria, decidendo in questo modo, di mantenere vivo l’interesse nei propri confronti;
  • Lo stashing, comportamento attraverso il quale si decide di tenere la relazione in una sorta di bolla, così da isolarla e tenere il partner segreto.

La relazione vissuta come una prigione

La persona incastrata in questa relazione prova un forte senso di solitudine e infelicità che la induce a subire l’altro e a sopportare tutto pur di non rimanere soli.

La dipendenza sviluppata favorisce la nascita di un solo pensiero: “Io, senza di te, non posso esistere”.

Violenza reciproca

Uno dei due diventa violento, l’altro tollera. Una volta conclusa la paura, si fa strada l’eccitazione e il sesso è passionale, troppo, si spinge oltre e diviene selvaggio.

Dopo la violenza arriva il senso di colpa di uno e il senso di potere dell’altro. Il circolo vizioso si ripete all’infinito.

La Sessualità

La violenza, come abbiamo detto, può manifestarsi anche nella sfera sessuale. Se nelle relazioni sane l’intimità è una scelta e viene vissuta come un prendersi cura l’uno dell’altro, nelle relazioni tossiche il sesso può diventare un obbligo. Infatti il partner può persino costringere ad avere dei rapporti sessuali contro la propria volontà o con modalità violente.

Abbiamo già parlato della sessualità nelle relazioni con un narcisista. Pensiamo ora al caso della dipendenza affettiva. La sessualità viene qui vissuta come un mezzo attraverso il quale sentire il partner ed esercitare un potere su di lui.

Il mondo erotico diviene un vero e proprio strumento, il cui scopo non è tanto quello di ricercare delle sensazioni profonde, quanto quello di ridurre i livelli di tensione illudendo l’altro di come il legame instaurato possa essere eterno. Per rendere più concreta questa illusione, la persona con dipendenza affettiva si concede e desidera ardentemente realizzare il proprio sogno soddisfacendo il piacere dell’altra persona. Concedendosi in un rapporto sessuale si ha la sensazione di esistere. Poiché il partner concede troppo poco tempo alla persona dipendente affettiva, allora si cerca di offrirsi molto spesso a livello sessuale, mettendo in pausa tutto il circolo vizioso che caratterizza la relazione. È attraverso il sesso che la dipendente si sente desiderata e cercata.

La Sessualità nelle altre tipologie di relazioni tossiche

Nelle relazioni tossiche può accadere che il partner costringa a fare sesso quando non se ne ha voglia. Non esistono “no” o “non ho voglia”.

È come se il corpo dell’altro venisse percepito come un mezzo di scambio: “io mi prendo cura di te, quindi non puoi negarmi il rapporto sessuale“.

Può costringere ad avere dei rapporti che vadano oltre i limiti del partner. Parliamo di pratiche sessuali particolari, a partire dal sesso anale fino ad arrivare al soffocamento o al bdsm.

Infine si potrebbero ricevere dei commenti poco carini sull’aspetto o sulla “bravura”, tentando di sminuire.

Le parole possono ferire.

L’abuso fisico, verbale ed emotivo non dovrebbe esistere in nessuna relazione.

Se il partner è solito picchiare, umiliare, manipolare e costringere ad avere rapporti sessuali, allora non è una persona che ama.

Ricordiamoci che tutti meritiamo un briciolo di felicità.

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I problemi più frequenti nelle coppie

Ci si interroga su quali possano essere i problemi più frequenti nelle coppie perchè la vita di coppia oscilla incessantemente tra periodi rosei e periodi più critici, aspetti del tutto fisiologici nei contesti relazionali. Da tutto questo non può fuggire la sfera sessuale.

Esistono coppie che vivono periodi in cui l’attività sessuale è più intensa, altri in cui, tra figli, lavoro e problematiche di tipo economico, il desiderio può subire un calo.

Ed ecco che il sesso ci induce a riflettere su aspetti fondamentali della nostra vita, tentando di comprendere quali potrebbero essere le aree in cui intervenire e gli aspetti da migliorare.

Quali sono i problemi sessuali più frequenti nelle coppie?

Mancanza di attenzioni

Soprattutto nelle relazioni a lungo termine, la routine e lo stile di vita frenetico potrebbero indurre le persone a mettere in secondo piano le attenzione rivolte al partner.

Non ci si concede più un momento per passare del tempo insieme, corteggiarsi o rivolgersi un complimento.
Viene così a perdersi quello che è il senso del “noi.

Quando si prende consapevolezza di questa situazione, la comunicazione potrebbe venire in nostro aiuto.
Sarebbe opportuno capire cosa si vorrebbe dare e cosa ricevere, senza avere vergogna o paura di esprimere quelli che sono i propri desideri.

Mancanza di tempo

Spesso i pazienti confermano di non fare sesso poiché non riescono a trovare il tempo necessario da dedicarsi l’un l’altro.

E se vi dicessi che quella del tempo è una scusa?

Solitamente le coppie che riportano questa problematica, in realtà ne stanno celando un’altra. Spesso si tratta di alcuni disordini, per esempio legati alla sfera emozionale o sessuali.

Alcuni dei problemi appartenenti alla sfera sessuale potrebbero essere:

  • disfunzione erettile;
  • calo del desiderio;
  • percezione distorta e rapporto negativo con il proprio corpo;
  • eiaculazione precoce;
  • anorgasmia.

Ovviamente a questi se ne aggiungono tanti altri.
Sarebbe molto importante parlarne con il partner, poiché il confronto potrebbe aiutare a trovare delle soluzioni efficaci.

Il calo del desiderio

Il calo del desiderio nella coppia rappresenta uno dei problemi più diffusi. Può essere causato:

  • da specifiche condizioni fisiche
    • dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia);
    • impossibilità di ricevere la penetrazione per la contrazione involontaria delle pareti vaginali (vaginismo);
    • squilibri ormonali;
    • aumento della produzione di prolattina;
    • ipotiroidismo;
    • alcune malattie croniche;
  • dall’assunzione di alcuni farmaci
    • contraccettivi ormonali
    • terapia orale a base di estrogeni;
    • antidepressivi;
  • da alcune condizioni psicologiche
    • pensieri negativi legati alla sfera intima, come ansia da prestazione, paura di gravidanze indesiderate, timore di contrarre malattie sessualmente trasmissibili;
    • depressione;
    • problemi relazionali;
  • da un periodo di particolare stanchezza o stress;
  • conflitti di coppia.

È importante, in questo caso, comprendere quale potrebbe essere la causa effettiva.

Sarebbe necessario instaurare una comunicazione aperta con il proprio partner. In questo modo sarebbe possibile comprendere e risolvere auspicabilmente molte problematiche che potrebbero emergere.

E’ importante aiutare le persone ad esprimere apertamente le proprie esigenze e a chiedere aiuto, senza provare alcun tipo di vergogna o sensi di colpa.

Problematiche mediche

Alcune patologie e i relativi trattamenti, infatti, potrebbero condizionare profondamente il funzionamento sessuale. Per esempio, il diabete o il cancro alla prostata possono provocare la disfunzione erettile. L’incapacità di parlarne apertamente con il partner potrebbe innescare una sorta di circolo vizioso e dar vita a una condizione di ansia.

Cosa potrebbe spingere una persona a non aprirsi all’interno della coppia?

Potrebbe avere paura, provare imbarazzo o temere di essere giudicati dall’altro come un fallimento. Per tale motivo, quando si decide di intraprendere un percorso con uno psico-sessuologo, sarebbe opportuno coinvolgere anche il partner.

La disfunzione erettile

Consiste nell’incapacità di raggiungere e/o mantenere un’adeguata erezione, tale da portare a termine un rapporto sessuale. Questa condizione può essere psicogena od organica.

Tra le cause organiche troviamo quelle:

  • vascolari;
  • ormonali;
  • neurologiche;
  • malattie sistemiche (per es. il diabete mellito);
  • altre cause di natura iatrogena (per es. terapie farmacologiche).

Nei pazienti più giovani la causa è quasi sempre di natura psicogena (per es. ansia da prestazione).

Le cause vascolari rappresentano il maggior fattore responsabile di una disfunzione erettile di natura organica. E’ stato dimostrato che la DE su base arteriosa potrebbe predire un eventuale danno vascolare in altre aree del nostro corpo, come il cuore o il cervello. E’ quindi possibile dedurre come la medesima disfunzione erettile potrebbe essere un sintomo di allarme di importanti patologie sistemiche.

Dolore durante i rapporti sessuali

È particolarmente frequente nella popolazione femminile.
Può costituire il sintomo di molteplici problemi, a partire da quelli strutturali fino ad arrivare a quelli psicologici.

Nel caso della dispareunia, le patologie che potrebbero associarsi a questa condizione potrebbero essere, per citarne solo alcune:

  • Candida;
  • Carcinoma della cervice uterina;
  • Cancro al collo dell’utero;
  • Cervicite;
  • Clamidia;
  • Endometriosi;
  • Gonorrea;
  • Malattia infiammatoria pelvica;
  • Malattia di La Peyronie;
  • Priapismo;
  • Vaginismo;
  • Vaginite;
  • Tumore dell’ovaio;
  • Polipi uterini.

È fondamentale individuare la causa, sia essa fisica (per es. vaginite, vaginismo, etc.) che psicologica (es. trauma, ansia, depressione, etc.).

Fantasie sessuali

Si tratta di immagini mentali che hanno lo scopo di stimolare le sensazioni sessuali. Costituiscono il cosiddetto “immaginario erotico”. Agiscono direttamente sulla risposta sessuale e possono essere consce o inconsce. Inoltre possono essere caratterizzate da contenuti sessuali espliciti, affettivi, oggettivi e simbolici.

In passato si credeva che andassero a sopperire alla mancanza di attività sessuale. Più recentemente è stato dimostrato che sono le persone con un’attività sessuale più soddisfacente ad avere più fantasie sessuali.

Sono del tutto naturali e non dobbiamo sentirci in colpa, soprattutto se siamo impegnati in una relazione e le nostre fantasie dovessero coinvolgere altre persone.

Perché parliamo di fantasie sessuali in un articolo sui problemi sessuali nelle coppie?

Spesso accade che le coppie inizino ad avere dei problemi proprio quando uno dei due decide di aprirsi all’altro e renderlo partecipe delle proprie fantasie.
Dovremmo percepire le nostre fantasie sessuali come qualcosa in grado di aiutare profondamente la nostra sessualità.

Posto questo, possono svolgere un ruolo molto importante nella relazione di coppia. Infatti ci sono persone che decidono di tenerle per sé, all’interno di una sorta di giardino segreto, e altre che non solo decidono di comunicarle al partner ma, anzi, gli propongono di metterle in atto.

Sono due i momenti principali in cui si decide di raccontarle:

  • Al di fuori dell’attività sessuale, in modo tale da raggiungere un’adeguata eccitazione sessuale;
  • Durante l’attività sessuale, per sostenere l’eccitazione sia propria che del partner.

Tutto questo necessita di una profonda intimità e complicità.

Occorre tenere però presente che non si dovrebbe MAI forzare o costringere l’altro ad attuare specifici comportamenti sessuali.

Un rischio che si potrebbe correre nell’aprirsi al partner è che la fantasia potrebbe rappresentare un motivo di scontro: infatti il partner potrebbe sentirsi ferito od offendersi.

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Amore e Sesso con un Narcisista

Il termine “narcisismo” trae le sue origini dal mito greco. Narciso, bellissimo cacciatore, rimase incantato dalla propria bellezza dopo essersi specchiato in un laghetto. Si innamorò così tanto di sé stesso da ignorare completamente le avances della ninfa Eco, la quale morì a causa del grande dolore. Capiamo oggi cosa vuol dire in amore e sesso stare con un narcisista.

Narcisismo: cosa dice la scienza?

Il DSM-5 ha stabilito come il Disturbo Narcisistico di Personalità sia caratterizzato da un modello persistente di grandiosità, dal bisogno di ammirazione e dalla mancanza di empatia.

Questi aspetti si manifestano nella prima età adulta e in diversi contesti.
La sua presenza è evidenziata da almeno cinque dei seguenti elementi:

  • senso grandioso di importanza;
  • fantasie di successo, potere, fascino e bellezza illimitati, o di amore ideale;
  • convinzione di essere speciale e unico;
  • richiesta di eccessiva ammirazione;
  • sensazione di privilegio;
  • capacità di sfruttare a proprio favore i rapporti interpersonali;
  • mancanza di empatia;
  • sentimenti di invidia verso gli altri
  • convinzione di essere invidiato;
  • vomportamenti arroganti e/o presuntuosi.

Narcisista: amore, intimità o solo sesso?

Il narcisista non si innamora mai, perché percepisce gli altri come degli oggetti da utilizzare e da abbandonare.

Può sembrare innamorato quando l’oggetto desiderato non è disponibile. In questo caso proverà frustrazione e impotenza, con conseguente:

  • love bombing (una strategia di adescamento che consiste in un corteggiamento serrato),
  • future faking (tecnica di manipolazione adottata durante la fase di idealizzazione o in quella di riavvicinamento alla preda, dove prende il nome di hoovering)
  • gaslighting (tecnica di manipolazione verbale per indurre l’altro a dubitare della correttezza delle proprie percezioni, fino a renderlo insicuro della propria realtà).

Qual è l’obiettivo principale del narcisista?

Far cedere la vittima e farla cadere nella propria trappola.

A conquista avvenuta e dopo aver “consumato” il rapporto sessuale, ogni interesse verso la preda viene meno. E’ a questo punto che si verifica il cosiddetto ghosting. In questo caso, il narcisista sparisce per poi cercare di nuovo la partner. Per fare cosa? Per soddisfare i propri bisogni sessuali.

I narcisisti presentano elevate capacità di eccitazione sessuale.

Le numerose conquiste sono necessarie per il narcisista: confermano la sua virilità o bloccano – provvisoriamente – l’angoscia legata a possibili dubbi sulla propria identità sessuale.

La sessualità è di tipo promiscuo e non è in alcun modo legata a sentimenti di amore, passione o intimità: rappresenta in realtà un’esca per attirare la preda.

Il narcisismo è un disturbo che si manifesta più frequentemente nella popolazione maschile. In queste relazioni la sessualità femminile viene svalutata.

Nei rapporti con un narcisista le preferenze sessuali della partner vengono del tutto rifiutate. Il sesso è utilizzato come un mezzo per esercitare il controllo sulla vittima, la quale verrà costantemente umiliata.

Il narcisista induce sentimenti di vergogna nella partner, ridicolizzandola e raccontandole di esperienze sessuali passate. Lui desidera farle sapere quanto non sia in grado di soddisfarlo e quanto non sia all’altezza delle partner precedenti.

Come vive l’intimità un narcisista?

L’intimità percepita dal narcisista come un pericolo

La tendenza dei narcisisti è quella di richiedere alla vittima di essere sottomessa sessualmente.

Volendo evitare tutto ciò che ha a che fare con un coinvolgimento sentimentale, la sessualità prediletta è quella legata alla pornografia e alla masturbazione. In questo modo allontana le esigenze sessuali ed emotive della preda.

La visione eccessiva e la conseguente dipendenza dalla pornografia possono causare problematiche relative alla disfunzione erettile, della quale vengono incolpate le partner.

Le persone narcisiste tendono inoltre a tradire il partner, per poter conquistare più vittime possibili.

E’ opportuno ricordare come l’atto sessuale non rappresenti una forma di piacere per i soggetti narcisisti. E’ vissuto come una performance attraverso la quale soddisfare il bisogno di adorazione e ottenere i propri scopi.

A tal proposito Alexander Lowen spiegò come l’orgasmo fosse per i narcisisti un vero e proprio dispiacere.
Reich parlò di “narcisismo fallico”, intendendo una personalità che impone a se stessa di rimanere costantemente “eretta” per poter soddisfare le proprie esigenze di potere.

Dimenticatevi le coccole dopo aver fatto l’amore con un narcisista.

Per lui era solo sesso.
Ha raggiunto il proprio obiettivo.

Ha soddisfatto i propri bisogni. Si allontanerà da voi e, statene certe, vi cercherà di nuovo. Ma ciò accadrà solo quando gli servirete.

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AMARE AI TEMPI DEL COVID: REGALATEVI UN SEX TOY PER L’AMORE A DISTANZA!

Sex Toys e Covid

I sex toys, a partire dai primi anni del 1900, hanno conquistato i cuori (e il piacere) di molte persone.

Negli anni hanno subito numerose trasformazioni, divenendo dei dispositivi super tecnologici e di design.

Durante il lockdown, in Italia si è registrato un incremento del 110% dell’acquisto dei sex toys. A causa delle distanze imposte dalla pandemia, la tecnologia ha aiutato molto a far sentire più vicine le coppie separate. Ed ecco la (ri)scoperta dei sex toys 2.0: grazie a loro le persone hanno potuto godere del piacere sessuale pur stando lontani.

Si è potuto assistere a una sorta di sesso telefonico versione 4.0 con i vibratori smart. Il dating all’insegna del piacere, grazie ad app sofisticate e intuitive, dove i sex toys possono essere guidati da lontano.

Questi nuovi oggetti del piacere, a differenza di quelli “classici”, possono essere comandati attraverso lo smartphone. Che tu sia nella stanza accanto, in un’altra regione o in un altro continente, non importa! Collegandosi al wi-fi possono coprire importanti distanze.

Come funzionano i vibratori wireless?

Funzionano da remoto, attraverso apposite app da scaricare dal Play Store per Android o dall’Apple Store. Consentono di far eccitare il partner, potendo controllare e gestire dall’app le velocità e le tipologie di vibrazione, guidandolo verso il piacere.

Quelli di ultima generazione possono essere impostati anche sulla canzone che più vi piace, così che le vibrazioni possano andare a tempo di musica!

Le nuove frontiere del sesso di coppia

La pandemia e le distanze imposte hanno aperto le porte a una nuova frontiera del sesso di coppia.

Questi sex toys possono essere utilizzati:

– in pubblico, senza dare nell’occhio;

– per essere coinvolti nel piacere del partner;

– perché consentono di personalizzare e di sincronizzare le vibrazioni per masturbarsi insieme.

La teledildonica e i Tecno-Orgasmi

I dispositivi sessuali controllati attraverso i computer e le app traducono degli input digitali remoti in sensazioni fisiche. Permettono di fare cybersesso in tempo reale e di configurare due vibratori insieme, anche uno maschile e uno femminile. Ovviamente necessitano della connessione wi-fi e possono essere combinati con l’utilizzo della web cam.

Dove comprare sex toys?

Nei numerosi sexy shop fisici e in quelli online possono essere acquistati numerosi modelli. Accessibili a tutte le tasche, realizzati con materiali di qualità e dotati di una tecnologia avanzata.

È possibile trovare vibratori per il punto G, palline vaginali, anelli vibranti, rabbit e tanti altri ancora, tutti telecomandati!

Ricordatevi di fare attenzione alla portata della distanza durante l’acquisto!

Infatti, molti sono realizzati in modo tale da dare piacere pur trovandosi in due continenti diversi, mentre altri per il contatto più ravvicinato.

Come creare l’atmosfera giusta per usare i sex toys?

Si può partire con un messaggio ammiccante da inviare al proprio partner, per esempio “Cosa stai indossando adesso?” o quello che più preferite.

Successivamente, prima di collegarvi all’app, assicuratevi di avere la vostra privacy e di non essere disturbati da nessuno. Ponete particolare attenzione alla luce: optate per quella soffusa o per delle candele.

Se questo può aiutarvi a entrare nel mood giusto, mettete la musica che più vi piace.

Muovetevi con disinvoltura e spontaneità. Evitate di guardare lo schermo dello smartphone per tutto il tempo!

Se la musica non fa per voi e preferite la voce del vostro partner, all’uso dei sex toys telecomandati abbinate una telefonata: sussurratevi frasi dolci, alternandole eventualmente a parole più spinte.
L’importante è divertirvi e donarvi piacere reciproco!

Come potete vedere, non ci sono limiti che tengano.

Nonostante Covid e distanza.. potete regalarvi vibrazioni di piacere!

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