Repressione Sessuale: Perchè il sesso mi fa sentire così a disagio?

Repressione Sessuale: Perchè Il Sesso Mi Fa Sentire Così A Disagio?

Semplice “disagio” o sessualità repressa?

Sapevi che una delle emozioni maggiormente connesse alla sessualità è il senso di colpa? Questa colpa impedisce di vivere serenamente l’aspetto sessuale, fino a condurre a comportamenti e atteggiamenti di repressione di quelli che sono i nostri naturali impulsi.

Dove si può rintracciare il germe di questa emozione? In che modo influenza il benessere psico-sessuale? E che cosa si sta reprimendo in realtà? In questo articolo voglio rispondere a queste domande e lasciare alcuni consigli pratici affinché tu possa iniziare a onorare e incanalare questa meravigliosa energia che è dentro di te.

Il ruolo della famiglia nell’educazione sessuale

La famiglia è l’ambiente in cui impariamo a dare un significato a ciò che ci circonda e a costruire sistemi di credenze sul mondo.

La famiglia forgia per noi le lenti attraverso le quali guardare la realtà e noi stessi. Ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa va bene e cosa no, quali comportamenti sono approvati e quali respinti. Così accade anche per la sessualità.

I bambini e le bambine, già dalla primissima infanzia, iniziano a toccarsi i genitali per esplorare il proprio corpo, a sfregarsi su oggetti per provare piacere, ad accarezzarsi per consolarsi quando sono arrabbiati o tesi, a esprimere curiosità sull’altro sesso e a porsi le prime domande su come nascono i bambini e come escono dal corpo della mamma.

Il tipo di reazioni e atteggiamenti che i genitori assumeranno sarà determinante sul modo in cui questo aspetto della vita verrà vissuto.

Sessualità, giudizio, senso di colpa e repressione

Un’educazione morale molto rigida legata a certi tipi di credenze religiose, opinioni e cultura possono condurre il bambino o la bambina a vedere il sesso come un tabù, qualcosa di inaccettabile e persino “sporco”.

Interiorizzando questa visione, in adolescenza come anche in età adulta, gli impulsi sessuali tradotti in fantasie, sogni erotici, eccitamento o voglia di masturbarsi, anziché essere vissuti come parte della natura umana, andranno a generare forti sentimenti di colpa e vergogna.

I contenuti sessuali ritenuti “discutibili” da un punto di vista morale verranno respinti e repressi.

Attenzione, però..

Reprimere non significa far scomparire, piuttosto è come nascondere la polvere sotto il tappeto: anche se non si vede, continua ad esserci.

Ad un’analisi più profonda ciò che genera il senso di colpa è dunque il giudizio, inizialmente proveniente dall’esterno, e successivamente, una volta interiorizzato, dall’interno.

Ciò che si instilla nella mente della persona è una serie di credenze negative su di sé come “Non vado bene”, “Non sono degna/o di amore”, “Non sono abbastanza”, “Non mi merito”, “Sono sbagliato/a” “Essere felice non è giusto”.

Repressione sessuale: quali sono le conseguenze?

Le pulsioni sessuali, in verità, sono naturali quanto la fame e la sete e necessitano di essere ascoltate come il bisogno di mangiare e di bere. I bisogni sessuali repressi non solo non scompaiono, ma continuano ad agire a livello inconscio acquisendo paradossalmente forza e richiedendo sempre maggiori energie per controllarli.

Il medico, psichiatria e psicanalista Wilhelm Reich (1969) si riferisce alla sessualità genitale come la funzione naturale dell’organismo di abbandonarsi, senza inibizioni, al flusso dell’energia biologica e la capacità di scaricare l’eccitazione sessuale accumulata, attraverso contrazioni piacevoli involontarie del corpo.

Quando questa energia si accumula e non viene scaricata si produce una “stasi sessuale”, ovvero un “ingorgo di energia sessuale” da cui possono scaturire nevrosi.

Rinnegare la sessualità è come rinnegare la pulsione alla vita che chiama ognuno a onorare il proprio sentire.

Ciò che fa il giudizio è proprio disapprovare quello che si sta sentendo, minando la fiducia in se stessi, reprimendo i veri bisogni e generando senso di colpa.

Come rompere questo circolo vizioso?

  1. Riconosci cosa ti fa sentire in colpa e le credenze, i giudizi e le voci nella tua mente legate a questo tema. Abbi il coraggio di mettere in discussioni frasi come “il sesso è sporco”, “il sesso è sbagliato” “se provi piacere vuol dire che sei un/una poco di buono”.
  2. Perdonati rispetto a qualunque vicenda del tuo passato che ti sta generando questo sentimento di colpa.
  3. Impara ad ascoltare il tuo corpo. L’azione contraria al reprimere è l’ascolto. Domandati se quando emerge rabbia, paura e ansia, oppure eccitamento e desiderio ti dai il permesso di vivere queste emozioni. Ti dai il diritto di provare rabbia? Di accogliere la paura o l’ansia? Ti accorgi della tua tristezza? Onori il tuo sentire? Oppure ti concedi solo il piacere o solo il dolore?
  4. Riconosci quanto sforzo ti richiede il controllo e quanto naturalezza c’è nel lasciare che la sensazione fluisca nel tuo corpo. Questo va fatto a piccoli passi e in modo nuovo. Se emerge un’emozione o una sensazione, anziché controllare, scacciare e reprimere, prova ad accogliere senza giudicare. Da qui puoi darti il permesso di incanalare il tuo sentito e lasciarlo fluire a poco a poco. Ti renderai conto di quanta energia può scorrere dentro di te.
  5. Riconosci la sacralità del tuo sentire. Non solo hai il diritto di sentire ma anche che ciò che provi non sia messo in dubbio in primis da te stesso/a. Quante volte ti sei sentito/a dire “fidati del tuo istinto?”. Ecco, l’istinto è proprio legato a ciò che senti, senza le contaminazioni della mente che insinua il dubbio e il giudizio.

Tu sei padrone/a del tuo corpo e puoi incanalare questa meravigliosa energia nel modo più sano che senti per te.

Come posso esprimere la mia sessualità?

Puoi concederti dell’auto-erotismo per esplorare la tua anatomia ed entrare in maggiore confidenza con il tuo corpo scoprendo cosa ti da’ più piacere.

Allo stesso modo, se hai un/una partner puoi sperimentare con lui/lei ciò che ti consente di lasciare andare maggiormente il controllo e che stimola di più il tuo corpo: il contatto visivo e l’attenzione al respiro possono aiutarti in questo intento.

In alternativa puoi esprimere questa energia sessuale, che di fatto è un’energia di creatività, attraverso la scrittura, la lettura, la pittura, la danza e in tutte quelle attività in cui ti senti vivo/a nell’esprimere ciò che hai dentro.

Come puoi intuire non si tratta semplicemente di dare ascolto a un impulso ma di accettare ciò che sei, nelle tue sensazioni e bisogni, invece che giudicarti e di mettere al primo posto l’amore per te stesso/a piuttosto che l’approvazione del costume sociale.

Come in ogni viaggio, è importante avere pazienza e comprensione verso di te anche quando ti sembra di non fare progressi.

Ricordati che vai bene così e che meriti di essere felice.

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