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Il sesso ai tempi delle app

Il sesso ai tempi delle app

Chi mai l’avrebbe detto, un tempo, che il sesso nel 2021 sarebbe stato dappertutto, anche nelle app che abbiamo in tasca. Proprio a portata di mano!

Effettivamente, sentiamo dai racconti dei nostri nonni e della loro adolescenza, quando per riuscire a vedere anche solo le forme di una donna bisognava comprare un catalogo di costumi da bagno, chiudere gli occhi e fantasticare.

Oggi invece, basta camminare per strada, per vedere una donna nuda sui cartelloni.

Perchè si usano le app di incontri?

I motivi che spingono le persone ad usare le app di incontri possono essere molteplici, e possono variare anche per genere ed età:

  • il bisogno di rapporti occasionali
  • il desiderio di trovare “l’amore”
  • la volontà di avere contatti e di conoscere persone nuove
  • la validazione del proprio valore personale
  • il pensiero di provare il brivido dell’eccitazione.

In una realtà, come quella attuale, nella quale siamo costretti a rimanere a casa, per trovare uno sfogo, uno svago o ancora di più una magra consolazione, molti si rifugiano in quest’altro mondo seppur virtuale.

Queste app d’incontri possono sopperire e rispecchiare bene l’insicurezza e la mancanza di libertà di questo periodo.

Nel 2021 è diventato quasi impossibile  parlare di “incontro casuale in libreria”, o di “primo appuntamento al bar” o in piazza.

Quando vengono meno i contatti umani subentra la tecnologia.

La tecnologia si è fatta madre del corteggiamento, dell’innamoramento e di tutta la sessualità ed è diventata terreno fertile per tutti i tipi di incontri.

Sempre più alta sembra infatti la percentuale di persone che usano le app per trovare l’anima gemella, perché sole o bisognose di affetto.

Veniamo ai giovani e alle ultime generazioni in quest’epoca.

Oggi ci sembra di essere pervasi da una sorta di “anestesia emotiva“, che affligge il modo in cui si vive una relazione e di conseguenza, anche la sessualità.

Quali conseguenze ha il Covid sulla sessualità?

Si tratta di una sorta di anestesia emotiva che fa vivere con leggerezza se non proprio in assenza di emozioni tutta la propria sfera sessuale. Con questo distacco emotivo ci si preoccupa di come vengano le “aftersex” (i selfie dopo il sesso) che si posteranno sui social piuttosto che ascoltarsi e capire cosa si prova in quel momento.

Per le nostre adolescenti la magia della prima volta non esiste più, anzi, viene vissuta come un impiccio da togliersi il prima possibile.

Per i nostri adolescenti, abituati alla pornografia, la prima volta viene vissuta come un peso perchè temono il confronto diretto con la realtà alterata a cui sono abituati sul web e quindi preferiscono apparire piuttosto che emozionarsi.

Le lettere d’amore sono state sostituite da messaggi su Whatasapp, mentre la bellezza dello scoprirsi lentamente ha lasciato spazio a foto esplicite, seguite “finalmente” dal primo bacio.

I fenomeni più diffusi sulle app d’incontro

Sexting: lo scambio di foto, messaggi e/o video a sfondo erotico. In tempi di lockdown, le app d’incontri sono molto frequentate anche se si registra un calo di download, ed il sexting avviene proprio in chat .

Ghosting: quando una persona con cui si chatta o si mantiene un contatto online, sparisce, da un giorno all’altro.

Zombieing: il fenomeno per cui si torna a cercare un contatto con l’ex. In questo periodo di lockdown, l’equilibrio e la soglia di sopportazione di ognuno vengono messi a dura prova. Lo Zombieing è sempre più in crescita a causa di ciò che stiamo vivendo e cioè un periodo di grande fragilità che colpisce gran parte della popolazione.

Perchè si crea un profilo fake?

L’anonimato dà l’idea d’illusione, di non essere scoperto, e quindi di essere liberi di dire, magari dietro uno scherzo quello che vogliamo.

Se è vero che il futuro è fatto di app d’incontri per inneschi amorosi, il rischio maggiore è che essi non includano l’alfabeto emotivo di base ma solo anaffettività e tendenza all’ossessione.

Forse in questi incontri, si può avere tutto e subito. Immediatamente. La donna non si interroga neanche su cosa possa provare l’uomo, quali siano i suoi desideri erotici e sessuali. Non c’è tempo per pensare e così, ci si ritrova in situazioni mai provate prima, in pochi minuti.

App d’incontri: cosa è cambiato al tempo del Covid?

In un clima d’indistinta connessione interpersonale sempre più noti sono i siti e le app di incontri, specialmente adesso con il Covid.

Il sito d’incontri più popolare è sicuramente Tinder, introdotto nel 2012, conta più di 10 milioni di utenti (Freier,2015).

Queste app vengono scaricate per avere incontri nei quali poter esprimere la propria sessualità, che siano brevi o duraturi, ma soprattutto per assecondare i propri desideri sessuali con uno sconosciuto per due semplici motivi: per la facilità di comunicazione o semplicemente per noia.

Tinder è il più conosciuto perché è stato definito come una “sex app” per via della frequenza con la quale gli altri la utilizzano per dei rapporti occasionali.

Tutto questo, senza pensarci troppo.

La sessualità vissuta attraverso le foto

Click, e la foto viene inviata all’altra persona.

Dopo questo veloce passaggio inizia una lunga serie di messaggi e foto che si concludono con una sessualità vissuta online e più raramente portata alla realtà, ma con qualcuno di cui a malapena si conosce il nome e molte parti del suo corpo scattate nelle foto.

Le app d’incontri creano dipendenza?

In un’app d’incontro si può avere, come abbiamo già visto, una relazione virtuale che può dare anche più dipendenza di una reale.

La dipendenza emotiva e affettiva si può sempre avere. Sicuramente l’attesa dell’attendere può creare più dipendenza perché possiamo mandarci più messaggi, mandarci più coccole durante la giornata possiamo sentirci più volte al giorno e quindi l’attaccamento può essere più veloce. Resta comunque chiaro che i legami nati al di fuori del mondo virtuale sono più sani e forti.

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