La bambina che c’è dietro la Dipendenza Affettiva

La bambina che c'è dietro la Dipendenza Affettiva

La dipendenza affettiva è una condizione molto diffusa nella società contemporanea e la si può riscontrare a qualsiasi età e genere (adolescenza inclusa), sebbene siano le donne le più colpite.

La dipendente affettiva è disposta a tutto per il partner, anche ad annullare se stessa, i propri bisogni, la propria autonomia e i propri progetti.

L’unica cosa di cui la dipendente affettiva crede di aver disperata necessità è solo il partner, l’antidoto al suo senso di vuoto e alle sue emozioni spiacevoli di tristezza, solitudine, ansia e/o dolore. Farà la brava, accetterà ogni compromesso e si accontenterà delle briciole pur di sentirsi amata e non essere abbandonata.

In realtà, ciò che la dipendente affettiva fa è rimettere in scena la prima relazione affettiva che ha costruito quando era ancora una bambina: quella con i genitori.

Perché sono una dipendente affettiva?

Dietro la dipendenza affettiva c’è una bambina non vista, ecco perchè definita una “Wall-flower” cioè “Carta da parati”.

Nella sua invisibilità questa bambina ha cercato un ruolo all’interno della famiglia mostrandosi indipendente e autosufficiente. I propri bisogni venivano repressi e trascurati, insieme alle emozioni di rabbia, paura e tensione, e nascosti dietro il comportamento della “brava bambina”, che va bene a scuola e che non dà problemi.

Perchè queste bambine sono invisibili?

I motivi possono essere molteplici: depressione materna, difficoltà economiche, problemi coniugali, nascita di un fratello o sorella bisognosi, tossicodipendenza o alcolismo genitoriale, ambiente familiare violento e abusante, malattia o morte improvvisa di uno dei caregivers (coloro che si prendono cura della bambina).

Più in generale si tratta di genitori che non sanno prendersi cura e dare sostegno, anzi, sono i primi ad averne bisogno.

Spesso la madre della bambina dipendente affettiva è una donna non realizzata, insoddisfatta e infelice che mette al corrente la figlia di tutti i suoi problemi coniugali senza poi agire per una soluzione. La figlia assume il ruolo di confidente che ascolta e cerca di consolare la madre, cercando di renderla felice e orgogliosa di lei. Con il padre, invece, solitamente c’è poco dialogo e molta distanza emotiva.

Le cause della Dipendenza Affettiva

Perché è così importante la relazione con i genitori?

Secondo Bowlby (1973), le interazioni tra bambino e caregivers strutturano un sistema di attaccamento che guiderà le relazioni future con partner, amici e parenti in età adulta.

Lo stile di attaccamento che la maggior parte dei dipendenti affettivi ha sperimentato è quello “ambivalente”.

Questi genitori non si accorgono dei propri figli, delle loro emozioni e del loro bisogno di essere ascoltati, accolti, apprezzati e abbracciati.  Le volte in cui questo accade sono così rare e imprevedibili da mantenere la bambina in continua attesa che quel momento arrivi.

La madre infatti a volte è presente, comunica accoglienza e presenza, seppur invadente e risucchiante, e un attimo dopo ritira le proprie attenzioni o scompare proprio quando la bambina ne ha più bisogno (Guerreschi, 2011).

Cosa c’è dietro una donna oggi dipendente affettiva?

La bambina che c’è dietro la Dipendenza Affettiva ha sperimentato abbandono e/o rifiuto.

L’assenza di punti di riferimento, di sostegno e di protezione ha generato paura dell’abbandono, insicurezza e bassa autostima. Le attenzioni dei caregivers giungendo in modo imprevedibile e incoerente, le hanno inviato a livello inconscio messaggi come “L’amore è qualcosa di incerto”, “Se vuoi essere amata devi meritartelo”, “Riceverai amore non quando ne hai bisogno ma quando l’altro è disponibile”.

I vissuti di non accettazione, di rifiuto (che può essere sperimentato anche in periodo prenatale, come accade nelle gravidanze indesiderate) e di mancanza di approvazione da parte dei genitori ha inviato loro messaggi inconsci come “Non sei degna d’amore”, “I tuoi bisogni non sono importanti”, “Sei destinata a fallire”. Queste bambine in futuro proveranno disprezzo per se stesse, bassa autostima e scarsa autoefficacia e assertività.

La risposta della bambina dipendente

Il sentimento di abbandono e/o rifiuto genera nella bambina sentimenti di colpa per non essere come i genitori vorrebbero. Anziché provare rabbia verso chi non si è presa cura di lei, sperimenta vergogna e tristezza per essere sbagliata. Impara dunque a non disturbare, a fare “la brava” e ad aspettare che mamma e papà si accorgano di lei, le diano attenzioni e approvazione.

Le lodi in realtà difficilmente arrivano perché “in fondo fa solo il suo dovere”.

Tutto questo crea il terreno per la strutturazione delle fantasie che caratterizzano la dipendente affettiva: quelle sul partner. La bambina dipendente affettiva, una volta più grande, crederà che l’amore, le carezze, le lodi e le attenzioni non ricevute dai propri genitori giungeranno da un partner perfetto, che come un eroe la libererà dalla prigionia della sua torre.

Tuttavia..

La sola cosa che potrà salvare la dipendente affettiva è riconoscere di essere l’unica persona a possedere le chiavi per uscire dalla propria prigione.

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