Allena il muscolo del “No”

Quante volte ci siamo sentite costrette a dire di SI per:

  • paura di dispiacere l’altro
  • paura di perderlo
  • paura di deludere
  • paura di provare dei sensi di colpa

Ogni volta che acconsentiamo alle richieste dell’altro, spinte da qualche paura più o meno inconscia, è come se dicessimo di NO a noi stesse.

Se ogni volta dici di Sì a qualcosa che non vorresti fare, che non vorresti accettare e dopo ti senti arrabbiata, depressa, risentita, con una tensione allo stomaco  o contratta e tesa, è un chiaro segno del fatto che in realtà non volevi fare quella cosa.

Quando noi non ascoltiamo i nostri bisogni e assecondiamo quelli dell’altro, è un po’ come se ci “prostituissimo”.

L’idea di fondo è : “Ti dico di Sì, nella speranza che tu mi voglia bene, mi accetti, non mi abbandoni

Tuttavia non ascoltare i nostri bisogni, quanto può essere costoso in termini emotivi e fisici?

Dire di no alle richieste di qualcuno non è questione di egoismo; è questione di aver cura di sé.

Come riuscire a dire No

Dire di No, può essere difficile all’inizio perché non sei stata abituata a farlo. Potrebbe essere che nel corso del tempo tu non sia stata abituata ad ascoltare i tuoi bisogni e ora non sei più in grado di riconoscerli.

Anche nelle relazioni amorose, troviamo più facile dire ciò che non vogliamo, piuttosto che dire ciò che vogliamo trovare.

Spesso potremmo dire: “non voglio un uomo insicuro”, non voglio un uomo che mi lasci sola”, “non voglio una storia solo di sesso”.

Tuttavia dovremmo imparare ad esprimerci in termini differenti,  definendo ciò che vogliamo.

Facendo così sarà più facile allenarci a comprendere ciò di cui abbiamo bisogno.

Le frasi potrebbero essere formulate in questo modo: “vorrei un uomo che mi dia sicurezza”, “vorrei un uomo presente nella mia vita”, “vorrei una relazione che mia dia la giusta intimità emotiva e la giusta complicità sessuale”, ecc.

Definire i giusti limiti da dare agli altri è come essere su una barca che procede nella giusta direzione.

Dire Sì e dire No, sono due remi della stessa barca e usandoli in modo corretto ti fanno procedere in modo equilibrato.

Allenarsi a dire No, può essere complicato inizialmente. Dire No, può farti sentire in colpa, intimorita. E’ normale. Non l’hai mai fatto.

Un Re ci insegna

Ti voglio raccontare una storia:

Mitridate IV, re  del Ponto, aveva sterminato la sua stessa famiglia, quindi si può dire che non era un regnante amato; il timore che i suoi nemici potessero avvelenarlo lo portò a decidere di «vaccinarsi al veleno» assumendone ogni giorno esigue quantità che aumentava di volta in volta fino a ottenere una totale tolleranza alla sostanza letale.

La tecnica funzionò talmente bene che, quando anni dopo fu sconfitto dai romani in battaglia e decise di togliersi la vita pur di non consegnarsi nelle loro mani, fu costretto a chiedere a un amico di essere pugnalato, perché il veleno su di lui non aveva effetto.

Cosa ci insegna questa storia?

Allenarsi a dire No, deve avvenire in modo graduale, non deve spaventarti, perché altrimenti il rischio è quello di mollare la presa e tornare alla situazione iniziale, pensando sia tutto troppo difficile.

Bisogna minimizzare il cambiamento, partendo da piccoli No che non costino eccessiva fatica.

Un esercizio per allenarsi

Vorrei proporti un esercizio:

  1. Pensa  a una situazione in cui hai detto di sì quando in realtà avresti voluto dire di no. Descrivi questa situazione su un quaderno.
  2. Poi scrivi  come ti sei sentita quando hai detto di Sì. Esempi:
  • Risentita
  •  Arrabbiata
  • Triste
  • Ansiosa
  • Nauseata
  • Spaventata

3  Completa la frase seguente e scrivila sul tuo quaderno: “Il motivo per cui non sono riuscita a dire di no è che…. “

4 Se una richiesta ti prende alla sprovvista, ecco alcuni modi per dire di no:

“Dobbiamo riparlarne in un altro momento”. “Devo verificare i miei impegni”. “Ho bisogno di un po’ di tempo per pensarci”.

5 Non c’è bisogno che spieghi il motivo per cui dici di No. Spesso un semplice no è tutto quello che devi dire. Esempi:

“No, mi dispiace.”

“Non riesco.”

“A quell’ora non va bene per me”.

”Quel weekend non posso.”

“Mi spiace, non riesco”

Come abbiamo detto prima, è essenziale che tu cominci con dei No piccoli, delle minime gocce di “veleno”.

Ad esempio potrebbe essere un No detto all’amica che vorrebbe prendere un caffè con te, oppure un No a un’uscita con una collega, oppure un No all’ennesima richiesta di tuo figlio.

Sarai tu a decidere quale No, richiede meno fatica da parte tua. Gradatamente aumenterai la difficoltà.

Se preferisci, dopo avere detto No, potresti proporre un’alternativa.

Ad esempio:

“Oggi non desidero uscire, perché non facciamo settimana prossima?”, “Domani non riesco ad aiutarti, potrei martedi.”, “No, non posso accompagnarti oggi, però sono disponibile domani”

Un No che dici agli altri, è una cura e un’attenzione verso te stessa.

L’”egoismo sano” ti aiuta a recuperare i tuoi spazi, ad avere energia per te stessa, e ad aiutare gli altri quando ti senti realmente in grado di farlo con energia e sincero desiderio.

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