COME CAPIRE QUANDO LASCIARE IL TUO PARTNER

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Ti chiedi se lo ami ancora? Questa è già una risposta!

Capire quando è arrivato il momento di chiudere una relazione non è mai facile e, spesso, anche se in cuor nostro è già finita, il distacco ci spaventa. Lui è un punto fermo, una sicurezza e, soprattutto, se stiamo insieme da molto, non sappiamo cosa ci attende oltre la “siepe”. Ci sentiamo insicuri e titubanti e rientrare nel sociale rappresenta una sfida. Pensiamo che non ci innamoreremo più, che sarà difficile trovare qualcuno che ci piaccia veramente, che nessuno potrà essere attratto da noi e magari, poi, ci pentiremo di aver lasciato il nostro lui. Ha dei difetti, non ci fa più battere il cuore o, addirittura, ci fa soffire ma sappiamo che è lì. Tra alti e bassi, tira e molla, rappresenta comunque una certezza! Ci sono, poi, la quotidianeità delle chiamate, le uscite, i messaggi, le feste da passare insieme, il coinvolgimento delle famiglie e chi più ne ha più ne metta! La vertità è che lasciarsi richiede energia emotiva! Si tratta, a tutti gli effetti, di elaborare un allontanamento che può essere vissuto come abbandono o perdita (anche quando siamo noi a decidere di chiudere). 

QUALI SONO, QUINDI, LE CATENE CHE NON CI PERMETTONO DI DIRE “BASTA”?

  1. Come detto fin qui, la paura della solitudine e dell’iniziare una nuova vita da soli, senza i rituali giornalieri con l’altro.
  2. L’autoinganno del “Lo cambierò e avrò la storia che desidero”.
  3. Copioni sentimentali come quello della Crocerossina.

MA COSA SI NASCONDE, REALMENTE, DIETRO TUTTO QUESTO?

Spesso questi autoinganni nascondono un non volersi guardare dentro! Non è facile ammettere di non essere più innamorati di una persona! Ancora più difficile è accettare l’idea che siamo sentimentalmente coinvolti o dipendenti affettivamente, ma l’altro ci fa stare male e la cosa più giusta sarebbe chiudere. Nella coppia disfunzionale ci sono sempre una vittima e un carnefice che si scambiano di ruolo o che, continuando ad interpretare sempre lo stesso copione, danno all’altro il diritto di trattarli in un certo modo. Nella diade sana, invece, l’idea è quella di due funamboli che camminano ognuno sulla propria corda tesa con una sola barra stabilizzatrice: se uno si sbilancia tocca all’altro compensare l’equilibrio; se non ci riesce entrambi perdono il controllo! 

D’altronde si sa: i problemi personali in coppia si elevano al quadrato! Ognuno ha il proprio modo di percepire e reagire alla realtà, spesso condizionato da un “imprinting” familiare!

QUANDO E’ GIUSTO INTERROMPERE LA PROCRASTINAZIONE DI UNA CHIUSURA E FARSI AIUTARE DA UN ESPERTO?

  1. Partner abusante emotivamente o fisicamente
  2. Partner patologico (gelosia morbosa, disturbi psichiatrici, dipendenza da sostanze o comportamentale, importanti tratti narcisistici o manipolatori).

QUAL E’ IL PRIMO PASSO?

Il primo passo è sicuramente lavorare su di sé! Essere consapevoli e convinti della cosa giusta da fare. Sia che tu stia vivendo una relazione patologica o che semplicemente senta dentro di te la fine di un sentimento, la cosa importante da fare è riprendere in mano la tua vita. Gira tutto intorno a lui? Non hai più amici, interessi, hobby e senza l’altro ti ritroveresti completamente da sola? Impegnati a ricostruire tutto ciò che non c’è più! E’ importante ritagliarti del tempo sempre più ampio senza di lui. Una volta fatto ciò, sarai pronta a dire “basta”. Questo significa parlarci di persona, spiegando tutte le motivazioni e avendo la consapevolezza che sarebbe sbagliato continuare a cercarlo o sentirlo. Ovviamente, quando siamo in un legame patologico di dipendenza affettiva o narcisismo, è difficile attuare una cosa del genere senza un aiuto.

Se senti di appartenere a quest’ultima categoria il consiglio è quello di rivolgerti ad un professionista!

Quando un amore finisce, uno dei due soffre.

Se non soffre nessuno, non è mai iniziato.

Se soffrono entrambi non è mai finito

(M. Monroe)

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